di Alessandro De Pascale
CAMPANIA. A Napoli oltre 1.200 tonnellate in strada. «Chiaiano è così piena che i camion impiegano molto più tempo a fare la salita», rivela l’assessore Giacomelli. Si cerca una via d’uscita.

La situazione per le strade del napoletano peggiora di ora in ora. Ieri c’erano «1.210 tonnellate di rifiuti a terra», spiega l’assessore all’Igiene urbana di Napoli, Paolo Giocomelli, a cui ogni giorno tocca l’ingrato compito di tenere la contabilità della spazzatura non raccolta. In questo caso 200 tonnellate in più, rispetto al giorno prima. Il problema è sempre lo stesso: servono nuove discariche, perché quelle attuali sono in esaurimento e lavorano a rilento. «Nell’invaso di Chiaiano – continua Giacomelli – prima scaricavamo 50-60 autocompattatori al giorno, pari a circa 650 tonnellate di immondizia, ora non arriviamo a 30 (300 tonnellate). Perché – rivela l’assessore – la spazzatura nella discarica è così tanta che i camion impiegano molto più tempo a fare la salita», conclude il titolare dell’Igiene urbana.

«Non siamo ancora in emergenza ma in difficoltà», ha spiegato il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Per trovare rapidamente una soluzione, ieri è stata convocata una riunione d’emergenza in Regione. Il governatore della Campania, Stefano Caldoro (Pdl), è intenzionato ad aprire «siti di trasferenza» per depositare i rifiuti in attesa dell’apertura delle nuove discariche. Sarebbe questo lo scopo di un incontro con i sindaci del nolano che il presidente della Regione aveva in programma ieri sera. Situazione ancora più complicata a Quarto (Na), cittadina di 40mila abitanti alle porte di Napoli, dove contro l’annunciata nuova discarica di Cava Spinelli si è tenuto un consiglio comunale straordinario, allargato ai primi cittadini di Pozzuoli, Monte di Procida e Bacoli. Nel pomeriggio di ieri, il colpo di scena: 17 consiglieri comunali di Quarto hanno rassegnato le contestuali dimissioni.

Un atto che sancisce lo scioglimento automatico del Consiglio e il ritorno alle urne. «Questo era il momento meno opportuno per fare una cosa del genere, lasciando la popolazione da sola in un momento così delicato», commenta Mariarosaria Luongo, referente del comitato Area Flegrea per l’ambiente, tra gli organizzatori della manifestazione contro la discarica che il 29 gennaio portò in piazza 10mila persone. I problemi maggiori legati ai rifiuti, sono proprio in provincia di Napoli. «Entro due mesi Chiaiano sarà satura e la città, più i comuni dell’area nord, non sapranno più dove scaricare», denuncia Michele Di Maio, responsabile Rifiuti Legambiente Campania, «per questo cercano di forzare la mano nel nolano».

Per il momento sono “al sicuro” soltanto i 18 comuni dei vesuviano che scaricano a Terzigno. Anche se la Regione è pronta a «caricare i rifiuti sulle navi, una da Napoli e l’altra da Castellamare di Stabia, e smaltirli in Spagna a 120 euro a tonnellata. Un prezzo che sarebbe più conveniente dell’Italia». L’immondizia finirebbe così in una mega discarica di Verinsur, in Andalusia, «che ha una capienza di ben 20 milioni di tonnellate». Va meglio nel resto della Campania: «La discarica di Savignano garantisce ad Avellino oltre un anno di autonomia, circa 12 mesi a testa per Benevento (Sant’Arcangelo Trimonte) e Caserta (San Tammaro). Più complicata la situazione di Salerno che scarica ad Avellino e Benevento tanto che vogliono riaprire Macchia Soprana per altre 150mila tonnellate», conclude il responsabile Rifiuti di Legambiente.

 

Fonte: terranews.it

 

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