Ventimila euro dal bilancio regionale per studiare gli effetti nocivi dell’incenerimento e le possibili alternative applicabili al centro di trattamento rifiuti di Cà del Bue. E intanto si blocchi l’iter per la costruzione delle due nuove linee di inceneritori. E’ la richiesta contenuta nell’emendamento alla finanziaria regionale depositato questa mattina dal vicepresidente del Consiglio regionale veneto Franco Bonfante e dall’altro consigliere Pd veronese, Roberto Fasoli. Bonfante e Fasoli si rivolgono direttamente ai consiglieri regionali del centrodestra esortandoli a  dare risposte alle legittime preoccupazioni delle popolazioni residenti nel circondario di Cà del Bue: “Questa è una delle ultime occasioni che restano ai consiglieri regionali di Pdl e Lega per assumere una posizione finalmente chiara di fronte ai “loro” sindaci e alle popolazioni contrarie al raddoppio dell’inceneritore, smettendola di barcamenarsi con promesse vaghe e inconcludenti. Questa proposta dà infatti la concreta possibilità di riflettere sulle alternative all’incenerimento e salvare Verona dal destino di diventare depositaria di tutti i rifiuti del Veneto e oltre. Si tratta di un atto di responsabilità che i consiglieri di centrodestra devono alle popolazioni che li hanno votati” dichiarano i cosniglieri. Da parte loro, continuano Bonfante e Fasoli, “i sindaci di Lega e Pdl hanno invece finalmente l’occasione di incidere sulle scelte facendo convergere i loro rappresentanti su questo emendamento. Diversamente, sarà evidente il gioco delle tre carte e la corresponsabilità degli stessi primi cittadini”. Come si ricorderà, il centro di trattamento di rifiuti di Cà del Bue è oggetto di un bando, già assegnato, per la costruzione di due nuovi forni a griglia per l’incenerimento dei rifiuti solidi urbani. Contemporaneamente, Comune di Verona e Agsm hanno avviato uno studio di fattibilità per l’adattamento dei vecchi forni esistenti (del tipo a letto fluidio) al trattamento dei rifiuti speciali, in particolare fanghi industriali. Entrambi le ipotesi incontrano la ferma contrarietà dei sindaci e delle popolazioni dei comuni limitrofi.

Fonte: infoverona.it

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