di Alessandro De Pascale

I nuovi cumuli d’immondizia lungo le strade di Napoli questa volta hanno un’origine precisa: «Il Comune si trova in questa situazione perché non ha rispettato gli accordi». Non usa mezzi termini Giovanni Romano, assessore all’Ambiente della Regione Campania e sindaco di Mercato San Severino, in provincia di Salerno, premiato da Legambiente come Comune riciclone” per avere superato il 70 per cento di differenziata. «Il 4 gennaio alla Presidenza del consiglio dei ministri – spiega Romano – il Comune di Napoli si è impegnato a realizzare immediatamente un sito di trasferenza nel proprio territorio e incrementare la differenziata». Due impegni non mantenuti: «La prima cosa è importante perché Asia, l’azienda che effettua la raccolta – spiega Romano – presenta carenze organizzative e strutturali rilevanti. Si va dall’insufficien-za e inadeguatezza dei cassonetti nelle strade ai mezzi suoi e dei subappaltatori, con i quali non riesce a sfruttare gli impianti». Ma non rischiano di diventare nuove discariche? Tutti i Comuni hanno una stazione di trasferenza e non vedo perché non debba averla un città grande come Napoli. Serve a rendere più efficiente il servizio di raccolta e rimuovere i rifiuti dalle strade, trattenendoli al massimo per 24 ore. Lungi dal diventare siti di stoccaggio, regolamentano i flussi e organizzano al meglio i tragitti verso gli impianti che indichiamo come destinatari dello smaltimento, come i tre Stir del napoletano e la discarica di Chiaiano. Però l’invaso di Chiaiano, l’unico di Napoli, è ormai in esaurimento. Ne serve almeno un’altra. Oppure due se scegliamo di realizzare discariche consortili di piccole dimensioni che servono gruppi di Comuni. Visti i fatti di Terzigno, l’ipotesi migliore. Deciderà la Provincia di Napoli. Il governatore Caldoro ha stanziato risorse per la differenziata? Nominerà i commissari? Dai Fondi per la aree sottoutilizzate (Fas) ci sono 150 milioni di euro che serviranno a potenziare la raccolta differenziata con nuove attrezzature, mezzi e centri di raccolta (le isole ecologiche). Realizzeremo 6 biodigestori anaerobici che recuperano energia dalla frazione organica. E quindi, producendo reddito, ricorreremo alla finanza privata visto che l’investimento si ammortizza entro 8-10 anni. La legge prevede si possano realizzare negli attuali Stir (Batti-paglia, Pianodardine, Santa Maria Capua Vetere, Giugliano e Tufino) e la settimana prossima saranno nominati i 5 commissari, d’intesa con le Province. Resta fuori solo quello di Caivano: è gestito da A2A e toccherà a loro farlo. Con i fondi europei? Su quelli non facciamo affidamento, perché tanto sono bloccati. Che fine ha fatto il piano rifiuti che lei ha inviato a Bruxelles? Con Pia Buccella, capo delegazione della Commissione mi ero impegnato ad inviare la prima bozza entro il 31 dicembre. Ma per un problema postale è arrivato a Bruxelles con 10 giorni di ritardo, Ho preparato una seconda versione più dettagliata, partita il 20 gennaio. A fine mese, Bruxelles avrà il piano definitivo. Cosa prevede? Il rispetto della direttiva europea del 2008: riduzione dei rifiuti prodotti; raccolta differenziata in tutta la Regione, entro fine 2011 dobbiamo arrivare al 50 per cento; avvio e completamento della linea dell’organico e dei due termovalorizzatori (Napoli e Salerno). Resta da definire la fase transitoria. Si tratta di aprire nuove discariche o inviare i rifiuti in Spagna. Invece per lo smaltimento delle attuali 9 milioni di tonnellate di eco balle stoccate in Campania, abbiamo ipotizzato di ritrattarle per realizzare Cdr di qualità e rifornire, come avviene nel resto d’Europa, fonderie, centrali elettriche e cementifici.

Fonte: terranews.it

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