di Giorgio Mottola

RIFIUTI. Il Parlamento europeo approva una risoluzione presentata dai Verdi che boccia la gestione delll’emergenza immondizia in Campania: «Inascoltate le proteste legittime dei cittadini».

«L’Italia deve rispettare la legislazione comunitaria sulla gestione dei rifiuti senza ritardi, migliorare la trasparenza delle procedure per contrastare il coinvolgimento del crimine organizzato e ricostruire uno stato di fiducia con le popolazioni locali». Altrimenti, niente più  soldi dall’Unione Europea. È quanto ha stabilito ieri il Parlamento europeo con una risoluzione proposta dai Verdi e dal gruppo dei Socialisti e approvata da una larga maggioranza. Nel giorno in cui la crisi è ricomparsa nelle strada di Napoli, è arrivata da Bruxelles l’accusa frontale a tutta la gestione dell’emergenza rifiuti. Secondo il Parlamento europeo, non solo i passi in avanti negli ultimi anni sono stati «minimi». Ma, è stata anche favorita la camorra: «Il crimine organizzato ha approfittato della mancanza di trasparenza», sentenzia la risoluzione. Per cui, l’Unione europea sospenderà l’erogazione fondi europei regionali fino a quando l’Italia non si sarà adeguata a quanto prevede la normativa comunitaria. Non è inoltre escluso il ricorso a nuove sanzioni.

La risoluzione è stata presentata dai partiti di centrosinistra, che però a Bruxelles sono in minoranza. Nonostante ciò, durante la votazione sono stati bocciati tutti gli emendamenti presentati dai parlamentari  del Partito popolare europeo e soprattutto degli italiani del Pdl, che hanno provato fino alla fine a ridimensionare le critiche al governo italiano. Il documento è stato quindi approvato con 374 voti a favore e solo 208 contro. «Questa risoluzione è innanzitutto il riconoscimento di quello che molti di noi dicono da anni: l’emergenza rifiuti non si risolve puntando tutto sull’incenerimento e discariche spesso mal fatte, violando sistematicamente tutte le leggi e chiamando l’esercito a reprimere e a controllare l’opposizione dei cittadini alla devastazione del territorio», è stato il commento dei deputati ambientalisti Margrete Auken e Monica Frassoni, presidente dei Verdi europei.

Il Parlamento europeo critica inoltre la decisione del governo Italiano di aprire impianti di smaltimento in aree protette all’interno del Parco nazionale del Vesuvio. Ed esplicita è l’opposizione di Bruxelles all’eventualità dell’apertura di una seconda discarica a Terzigno, nel sito di Cava Vitiello, che tuttavia l’esecutivo ha già escluso a dicembre. L’invito è infine a ricostruire con le popolazioni locali un clima di fiducia: secondo l’Europa infatti «le autorità italiane non hanno mostrato sufficiente attenzione alle proteste».

Per l’europarlamantera del Idv Luigi De Magistris, il documento approvato rappresenta una bocciatura del governo italiano: «Sbugiardato l’esecutivo e svelata l’inadeguatezza delle procedure emergenziali servite, finora, solo a far felici cricche e faccendieri». Ottimista il commissario regionale dei Verdi in Campania Francesco Emilio Borrelli: «Finiranno i giochini e finalmente i cittadini potranno sapere la verità sul piano che la giunta vuole portare avanti». Per la Lega nord invece le critiche sono «inaccettabili dal momento che si scaricano sul governo le colpe di decenni di cattiva gestione della sinistra», è la dichiarazione dell’eurodeputato leghista Oreste Rossi.

In Campania intanto la situazione sembra precipitare nuovamente. A terra nel capoluogo partenopeo ieri c’erano 1150 tonnellate di rifiuti. La discarica di Chiaiano è riuscita ad accoglierne appena 280, a fronte delle oltre 700 tonnellate che sarebbe autorizzata a ricevere. E per i prossimi giorni c’è poco da stare tranquilli. «La situazione è destinata a peggiorare sempre più. Non ci sono siti disponibili e quelli che abbiamo lavorano a rilento», spiega l’assessore all’Igiene urbana del Comune di Napoli Paolo Giacomelli. Lo sversatoio di Chiaiano dovrebbe essere dichiarato esaurito nel giro di poche settimane. Le difficoltà di tecniche di questi giorni sono legate alla sua saturazione. Le colline di rifiuti all’interno dell’impianto sono diventate così alte che le pale meccaniche fanno sempre più difficoltà a scalarle.

I problemi vengono però anche dallo Stir di Caivano,  fermo da giorni perché non si riesce a evacuare la frazione umida che riempie le vasche. Sul fronte delle nuove discariche che la Provincia ha promesso di costruire, non c’è ancora nessuna novità. I sindaci del nolano, che è l’area dove dovrebbe sorgere un impianto, stanno però già avviando la costituzioni dei comitati di protesta. Nel frattempo, è quasi certo che l’immondizia prenda la via spagnola. La società di intermediazione Markab ha infatti chiesto ufficialmente alal Regione l’autorizzazione per esportare i rifiuti nella discarica di Verinsur in Andalusia.

 

Fonte: terranews.it

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