IL PRESIDIO PERMANENTE

Comitati sul piede di guerra dopo le dichiarazioni del presidente Cesaro

di Antonio Mangione

 

GIUGLIANO. “Noi aspettiamo la bonifica e loro ci vogliono regalare l’inceneritore, questo è un crimine che no possiamo sopportare, per loro la vita non ha nessun valore, contano solo i soldi. Così si uccide un intero popolo”. Sono arrabbiati i componenti del Presidio permanente di Taverna del Re e del comitato antidiscarica di Giugliano dopo le dichiarazioni del presidente della provincia Luigi Cesaro di localizzare a Giugliano un impianto di incenerimento. Appena un mese fa una rappresentanza di comitati aveva incontrato nell’aula consiliare il sindaco Pianese per chiedere certezze sull’avvio alla raccolta differenziata porta a porta e la costituzione di un comitato tecnico-scientifico per trovare la soluzione più idonea per smaltire le ecoballe di Taverna del Re. Se riguardo la raccolta differenziata ci sono state le prime risposte con la distribuzione dei kit a 18mila famiglie, nulla era emerso per la costruzione dell’impianto di incenerimento a Taverna del Re. Ma dalle dichiarazioni di Cesaro sembra che tutto sia stato già deciso. “Pianese quando si è insediato aveva promesso che mai più rifiuti sarebbero arrivati nel Giuglianese, poi, dopo qualche mese, è stata riaperta Taverna del Re, in cambio di ristori ambientali che a detta dell’amministrazione sarebbero serviti per costruire infrastrutture – affermano dal Presidio – Le infrastrutture sono un diritto che i cittadini hanno in quanto contribuenti. Invece questo territorio è stato svenduto. Vogliamo sapere quali sono gli intendimenti dell’amministrazione in merito allo smaltimento delle ecoballe. Chiariscano una volta per tutte la loro posizione. Sappiamo che non è un problema di facile soluzione e che ci sono interessi economici di grossa portata, come i Cip 6, ma esistono alternative alla logica dell’incenerimento. Prima di prendere ogni decisione venga convocato un tavolo con esperti in materia ambientale, dove vengano esposte tutte le possibili soluzioni per lo smaltimento delle ecoballe”.

Il Movimento Cinque Stelle Napoli Nord . “Un guadagno per le stesse lobby che hanno rovinato la nostra terra”. Il Movimento Cinque Stelle Napoli Nord condanna in una nota la posizione di Cesaro sulla possibilità di costruire un inceneritore per smaltire le ecoballe di Taverna del Re. “Si torna a parlare di incenerire i nostri rifiuti sul territorio giuglianese, unica soluzione prospettata dal presidente Cesaro è la costruzione di uno strumento che altro non fa che bruciare i rifiuti “tal quale”, le stesse piramidi di Taverna del re, unico caso al mondo di 360 campi di pallone ricoperti di balle di rifiuti, farebbe indignare qualsiasi paese civile al mondo” – afferma Salvatore Micillo -. “Quindi l’amministrazione locale che interessa ha a far partire una raccolta differenziata porta a porta (l’unica che può definirsi tale, quelle delle isole ecologiche sono buone solo a far fare ignobili figure alla nostra amministrazione). L’inceneritore, come tantissimi studi hanno dimostrato, provoca malattie e malformazione, l’esempio di Acerra o di altri posti dove questi mostri funzionano male ne sono esempio. Più volte – continua Micillo – abbiamo riportato statistiche e dati dei loro fumi, più volte abbiamo assistito a conferenze di ‘professoroni’ che dal palco dicevano che erano favorevoli agli inceneritori e invece intervistati da vicino non avrebbero mai abitato nei loro pressi”. Infine si rivolgono direttamente a Cesaro e tutti coloro che sono favorevoli alla costruzione dell’impianto. “Fate prima a dire che questa terra serve come cavia per poi poter essere esportata in tutta Italia, con centri di dialisi che fioriscono come funghi, con centri di oncologia che non hanno fondi e chiudono. Noi come Movimento Cinque Stelle non smetteremo mai di lottare contro queste lobby e di denunciare chi oltre a guadagnare sulla morte dei nostri concittadini adesso si arreca il diritto di esserne il salvatore. Alle amministrazioni locali, proviniciali e regionali abbiamo sempre chiesto un piano alternativo dei rifiuti che comprendesse: raccolta differenziata porta a porta, riduzione a monte degli imballaggi e siti di compostaggio”.

Fonte: internapoli

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