Giulio Finotti (Terra Lazio)

IL CASO. La denuncia del pastore che ha visto morire 800 pecore ripropone il dramma di un’area abbandonata dalle istituzioni.

Relegata per troppo tempo tra le pagine di cronaca locale, la questione Valle del Sacco sembra ora riemergere svelando una drammaticità inaspettata per molti, ma che pure qualcuno andava denunciando da tempo. La denuncia che c’è qualcosa che non va è arrivata da un pastore che negli ultimi anni ha visto morire una dopo l’altra più di 800 pecore, colpite improvvisamente da convulsioni e immobilità alle zampe, dovute, pare, ad avvelenamento. La collina in questione è quella di Casaripi, a Colleferro, fra le province di Roma e Frosinone.

«Cosa do da mangiare alle persone» si chiede Raimondo Fadda, l’allevatore intervistato di recente dal Tg1, che sconsolato dice di essersi rivolto a tutte le istituzioni possibili, senza ottenere però alcuna risposta. Nel 2005 la Valle del fiume Sacco, che ha ospitato in passato due discariche proprio a ridosso del fiume, fu commissariata e si avviò un programma di bonifica, che prevedeva lo smaltimento della terra inquinata: con trasferimenti in altri siti, come alcune discariche tedesche. Ma proprio la gestione de parte delle istituzioni preposte viene duramente criticata, oggi, dagli ambientalisti: «Da parte delle istituzioni – dice il leader dei Verdi Angelo Bonelli – arrivano messaggi rassicuranti e fuorvianti come le dichiarazioni del Commissario per il fiume Sacco, Pierluigi Di Palma, che nell’ottobre scorso ha affermato che ‘La Valle del Sacco e’ bonificata’. L’episodio dell’allevatore Raimondo Fadda ci dice che ciò è palesemente falso».

Bonelli fa riferimento alle parole pronunciate nell’ottobre 2010 dal commissario per il fiume Sacco, Pierluigi Di Palma: «Oggi la Valle del Sacco è bonificata. Abbiamo chiuso da tempo i “rubinetti” per cui non arrivano più inquinanti da quella vera e propria bomba ecologica che è stato Colleferro». «I veleni della Valle del Sacco sono ancora lì e l’inquinamento continua – prosegue Bonelli -. Noi Verdi abbiamo presentato il 24 dicembre scorso un Ordine del giorno in Consiglio regionale, che sarà discusso oggi, per dichiarare la Valle del Sacco “Area ad alta criticità ambientale”». Intanto, anche Legambiente annuncia battaglia e un esposto: «Siamo sconcertati, il dramma dell’inquinamento a Colleferro e nella valle del Sacco sembra non avere fine», commenta il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati, annunciando l’esposto. Il movimento ambientalista impugna così la denuncia dell’allevatore, Raimondo Fadda, e va avanti.

«Risale intanto al 21 gennaio scorso il piano di monitoraggio messo a punto dalla Regione Lazio sulla presenza di esaclrocicloesano nelle matrici di origine animale e destinate all’alimentazione animale prodotte nella Valle. Per le aziende di latte bovino e ovicaprino già interessate dalla vicenda nel 2005 la delibera prevede un campionamento di latte mirato con cadenza trimestrale; per le altre il monitoraggio sarà semestrale.

Il presidente dei Verdi, Bonelli, parla di «un’emergenza nazionale totalmente ignorata sulla quale si vorrebbe stendere una cortina di silenzio», una «bomba ad orologeria ecologica nella quale le vere vittime sono i cittadini della Valle del Sacco che saranno costretti a vivere sotto monitoraggio costante, poiché come risulta dall’indagine epidemiologica condotta dall’Asl RmE, RmG, dall’Asl di Frosinone e dall’Istituto Superiore di Sanità, sono stati riscontrati alfa/beta/gamma-esacloricloesano, policlorobifenili, diossine e metalli pesanti come cadmio, mercurio e piombo nel sangue dei cittadini e persino dei bambini: si tratta di persone che dovranno essere monitorate per tutta la vita». E la preoccupazione monta anche sul web, dove su facebook, youtube e forum, numerosi cittadini si chiedono che fine faccia ciò che si alleva e si coltiva in quella “Valle dei veleni”.

Fonte: terranews.it

 

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