di Francesco Iacotucci

Oggi sarà discussa al Parlamento Europeo la risoluzione sulla crisi dei rifiuti in Campania presentata dagli eurogruppi verde, socialista, liberale e della sinistra unitaria.
La risoluzione è stata oggetto di pesanti critiche dell’eurodeputato Rivellini che ha accusato la sinistra europea di voler “affondare la propria terra”. L’eurodeputata Frassoni accusa anche i colleghi Cozzolino e Pirillo per aver lavorato per non presentare o annacquare la risoluzione.
La risoluzione proposta a mio modo di vedere contiene invece un giusto bilanciamento tra condanna del passato ed apertura allo sblocco dei finanziamenti a patto di recepire un piano secondo le norme europee.
Nella risoluzione si chiede infatti che “venga individuata con urgenza una soluzione sostenibile rispondente ai criteri dell’Unione europea”facendo”uno sforzo molto energico per ridurre il volume dei rifiuti e spostare l’ago della bilancia verso la prevenzione, la riduzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti, attraverso la predisposizione di adeguate infrastrutture, e sottolinea che occorre porre maggiormente l’accento sul recupero dei rifiuti organici, in particolare in questa regione a vocazione prevalentemente agricola, elemento che sembra finora aver beneficiato di scarsa attenzione”.
Si chiede inoltre “alle diverse autorità responsabili di assicurare un maggiore livello di trasparenza” e di “ristabilire un clima di fiducia attraverso un dialogo strutturato che coinvolga i cittadini e le autorità interessate nonché tra i diversi livelli di governo, in un quadro articolato”.
Riguardo alla parte economica da una parte si “chiede alla Commissione di prorogare sine die il blocco dei fondi UE destinati ai progetti in materia di rifiuti nella regione, congelandoli finché non sia pronto un piano in materia di gestione dei rifiuti verificabile e stabilito di comune accordo tra tutte le parti interessate, dall’altra “invita la Commissione ad avviare senza indugio procedure di infrazione contro l’Italia, ai sensi dell’articolo 260 del TFUE, al fine di stabilire sanzioni che garantiscano che le autorità italiane osservino la sentenza della Corte, in particolare assicurandosi che le discariche esistenti rispettino la legislazione UE”.
Negli altri punti si richiede maggiore attenzione agli sversamenti abusivi, alla gestione delle discariche, alla gestione delle eco balle accatastate ed una gestione dei rifiuti industriali Ultimo punto che volevo riportare è sulle bonifiche si richiede infatti che “l’onere di bonificare i siti in Campania che sono stati contaminati dall’inquinamento proveniente da varie forme di rifiuti non debba essere sostenuto dai contribuenti, ma dai responsabili dell’inquinamento conformemente al principio “chi inquina paga”.
Se c’è una cosa che dovremmo aver capito dopo 15 anni di emergenza rifiuti è che non sono né i soldi né le deroghe a risolvere la questione, ma una programmazione del ciclo dei rifiuti seria e rispettosa delle leggi.
Chi veramente ama la Campania dovrebbe quindi votare questa risoluzione, non certo svuotarla o stravolgerla.

Fonte: terranews.it

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