LA CRISI

A terra 920 tonnellate. Camion in fila senza poter scaricare a Tufino e a Giugliano: situazione ad alto rischio soprattutto nel fine settimana

di CRISTINA ZAGARIA

È emergenza in periferia: Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio. L’immondizia torna a soffocare le strade. Se non accade niente nelle prossime 48 ore, è a rischio di nuovo anche il centro cittadino. Prime avvisaglie a Chiaia e ai Quartieri Spagnoli, con i cassonetti colmi già all’ora di pranzo. Primi cumuli anche in via Marina e in corso Vittorio Emanuele.

Asìa non riesce a conferire l’immondizia raccolta. Il sistema di conferimento anche ieri è rimasto bloccato. Il problema è la frazione umida: gli impianti di tritovagliatura sono pieni. Caivano continua a essere off limits. I camion rimangono in fila senza poter scaricare a Tufino e Giugliano.

A questo quadro si aggiunge la graduale saturazione della discarica cittadina di Chiaiano (anche ieri sono state sversate appena 460 tonnellate) e la mancanza al momento di nuovi possibili discariche. La Provincia doveva indicare un nuovo sito entro fine gennaio, ma ha chiesto almeno altre tre settimane di tempo e sta lavorando su più fronti.

E così a terra si contano 920 tonnellate non raccolte di rifiuti. Oggi si potrebbe di nuovo superare la soglia delle mille. «Oggi (ieri ndr) siamo riusciti a stento a raccogliere le 1200 tonnellate di produzione giornaliera. Ma ogni giorno perdiamo qualcosa e non riusciremo a resistere a lungo in questa situazione», ammette l’assessore comunale all’Igiene Paolo Giacomelli.

Se le operazioni di conferimento proseguiranno al ritmo attuale la situazione precipiterà nel week-end. Questa la deadline sul fronte rifiuti. È quanto prevede l’assessore Giacomelli che però spera che la Provincia sblocchi questa situazione di stallo e riesca a «consentire l’evacuazione della frazione umida dallo stir di Caivano, chiuso da giorni». Per Giacomelli «rimane comunque evidente l’equilibrio estremamente precario su cui si poggiano le operazioni di deposito dei carichi raccolti».

Tutto questo mentre i capigruppo consiliari di opposizione alla Provincia chiedono al presidente Luigi Cesaro e alla giunta «di sospendere ogni iniziativa volta all’individuazione di nuove discariche senza aver prima presentato il piano d’ambito dei rifiuti e aver provveduto alla sua approvazione in Consiglio provinciale». Una decisione motivata da Federazione delle sinistre, Api, Sel e Pd dal riacutizzarsi delle tensioni nelle popolazioni di fronte all’annuncio dell’apertura di nuove discariche nella provincia di Napoli in particolare nel Nolano, nella zona flegrea (Quarto) o nell’area Nord (Afragola).

Fonte: repubblica.it

 

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