Una lettera firmata da 79 mamme è stata inviata al Vescovo Solmi con una richiesta di incontro. La settimana scorsa Mons. Ferri si è dichiarato favorevole al termovalorizzatore. Polemica tra le parti in causa.

Una lettera firmata da 79 mamme è stata inviata al Mons. Enrico Solmi in risposta alla polemica scatenata nei giorni scorsi dalle parole del Mons. Pietro Ferri, direttore del Centro Etica Ambientale, organismo composto da Diocesi, Comune e Iren. Mons. Ferri si è dichiarato favorevole all’inceneritore: “Non sono contrario al termovalorizzatore, purchè siano rispettate le garanzie tecniche”.

Categorica la risposta del GCR: “Lo statuto recita che il centro di cui fa parte Mons. Ferri  vuole sviluppare la promozione e diffusione di una cultura ambientale che presupponga una visione etica del rapporto uomo-natura,  progettare iniziative di salvaguardia e riqualificazione dell’ambiente, individuare pratiche che tengano conto di uno sviluppo compatibile con ambiente ed etica.

Come si possa conciliare questo programma con la costruzione di una industria insalubre di classe I ( la piu’ pericolosa ), che per legge non si puo’ costruire in zone caratterizzate per qualita’ e tipicita’ dei prodotti, non e’ dato a sapere.
Forse il Mons. non sa che la Federazione degli Ordini dei Medici dell’ Emilia Romagna ha chiesto la moratoria contro la costruzione di inceneritori.
Forse il Mons. non conosce la lunga lista dei problemi e delle tragedie consumate all’ ombra dei camini degli inceneritori: Montale, Pietrasanta, Terni, Colleferro…tanto per citarne alcuni”.

Mons. Solmi ha risposto alle polemiche con una lettera alla Gazzetta di Parma: “Ciò che rifiuto e mi spaventa è l’arroganza del ‘piensiero unico’ di questi signori”. Per il Monsignore  il Gcr sarebbe l’espressione “del degrado del sistema Italia” reo com’è di “voler imporre le sue idee”.

Da queste dichiarazioni è partito l’appello di 79 tra mamme,nonne, insegnanti, catechiste, di rivolgersi al Vescovo Enrico Solmi. Oggetto: la preoccupazione per il futuro dei bambini.

“Vorremmo esprimerLe il nostro dolore nel leggere parole così aspre, così lontane dalle parole di condivisione, di perdono, di tolleranza,  di speranza che vorremmo sentire sulla bocca di chi riveste un incarico così importante per i suoi fedeli come quello che ricopre Monsignor Ferri. Vogliamo approfondire, vogliamo capire, perché se solo un bambino si ammalerà per questo nuovo produttore di veleni, ebbene sarà anche troppo, il dolore della sua famiglia non è accettabile per  la nostra comunità”.
Una lettera piena di preoccupazione data dal vivere in una zona tra le più inquinate, dove i tumori dei bambini sono in continua crescita. Un appello ad un incontro in diocesi, firmato dalle mamme di tutti i bambini del mondo.

 

Fonte: parma today


 

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