Il sindaco di Grezzago lancia un appello ai 26 sindaci hanno preparato la delibera di richiesta a Provincia e Regione per bloccare il raddoppio dell’inceneritore

Trezzo sull’Adda, 2 febbraio 2011 – «Appuntamento in consiglio provinciale: ma stavolta dobbiamo esserci tutti». L’appello è del sindaco di Grezzago Vittorio Mapelli, e arriva via mail ai 26 sindaci che, nelle ultime settimane (ed eccezione fatta per Cassano, commissariata dalla scorsa settimana) hanno portato in consiglio comunale la delibera di richiesta alla Provincia e alla Regione di fare un passo concreto, sul piano amministrativo, per bloccare il raddoppio dell’inceneritore di Trezzo-Grezzago. Le delibere sono pronte, occorre portarle a Milano.

«Lo faremo in modo pacifico, ma determinato – spiega Mapelli -. Appuntamento il 10 febbraio alle 15, in consiglio provinciale». Qui i sindaci sperano di illustrare ai consiglieri la proposta deliberata: si chiede a Palazzo Isimbardi un atto amministrativo-programmatorio nel quale si affermi che il fabbisogno di smaltimento Rsu della Provincia è di 400.000 tonnellate annue; dove si affermi inoltre che, in caso di richieste di smaltimento multiple – così è attualmente, in Regione giacciono le domande di Prima srl (190.000 tonnellate) e Amsa (400.000 tonnellate) – si indichi come criterio di priorità alla Regione di scegliere quella soluzione che minimizzi il numero di impianti (vale a dire, in questo caso, l’impianto da 400.000 tonnellate annue).

«L’adozione di questo criterio si rende necessaria – spiega ancora Mapelli – perché il Piano provinciale gestione rifiuti non prevede l’ipotesi di “eccesso di richieste” e, stando così le cose, la procedura di autorizzazione della Prima srl, essendo stata presentata con 6 mesi di anticipo su quella dell’Amsa, sarebbe approvata per prima, pur non risolvendo stando ai numeri il problema dell’autosufficienza provinciale».

Il sindaco lo dice chiaro: «Vogliamo verificare di persona qual è la reale volontà della Provincia di bloccare il raddoppio dell’impianto trezzese, passando dalle dichiarazioni di principio, sempre contrarie, ai fatti concreti».
«Dobbiamo fare in modo che in consiglio provinciale siano presenti, compatti e con la fascia tricolore, tutti i 26 sindaci della zona». Ai colleghi: «Vi aspetto tutti».

di Monica Autunno

Fonte: il giorno

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