A Tommaso Natale i residenti segnalano cassonetti non svuotati da giorni e raccontano dei roghi notturni.

PALERMO – Tremila e quattrocento tonnellate di rifiuti. A tanto ammonta la raccolta effettuata durante il week end dall’Amia, che nelle ultime ore ha completato il servizio di recupero dell’arretrato provocato dai guasti in discarica. Nei giorni scorsi, infatti, molte zone del capoluogo siciliano sono state sommerse da montagne di rifiuti, con tanto di cassonetti stracolmi e contenitori dati alle fiamme. Da un capo all’altro della città i residenti hanno così convissuto con il cattivo odore e con gli incendi divampati nel cuore della notte.

Dalla zona del Villaggio di Santa Rosalia, fino a Brancaccio, un unico denominatore comune: l’esasperazione. Proprio come spiega Anna Li Causi, che abita in via Ernesto Basile: «Immondizia e diossina. Questo dobbiamo sopportare», dice. «Fino a qualche giorno fa l’aria era irrespirabile e abitando al piano terra la situazione era per me davvero intollerabile». Non va meglio dalle parti di Tommaso Natale. Lungo l’omonima via i residenti segnalano cassonetti non svuotati da giorni e raccontano dei roghi notturni. «Anche portare il cane a passeggio così diventa un’impresa – sbotta Valerio di Mento – e ormai immaginare le nostre strade pulite sembra un sogno».

Discariche a cielo aperto pure in via Paruta, una traversa di corso Calatafimi. Qui i mezzi dell’Amia sono entrati in azione nella mattinata di oggi, ma la scorsa settimana cumuli di rifiuti avevano coperto i marciapiedi: «Impossibile anche percorrerli a piedi – racconta Rossella Lo Bianco – e considerando che la strada è molto buia, attraversarla di sera diventa rischioso». Nel frattempo, l’azienda di via Nenni fa sapere che gli interventi di raccolta saranno completati nelle prossime ore a Brancaccio, «dove già il servizio è a regime», precisano. Ad agevolare il lavoro degli uomini dell’ex municipalizzata, un grande trituratore che è stato noleggiato in attesa dell’arrivo del nuovo, acquistato tramite gara d’appalto. «Il quarto trituratore – sottolineano dall’Amia – si aggiunge a quello piccolo, al Mammouth a noleggio e a quello gestito da Unieco. Servirà a evitare che si accumulino giacenze nella stazione di trasferenza e che si creino conseguenti file di autocompattatori in attesa. Inoltre – concludono – aumenterà la capacità di accoglimento di rifiuti in discarica».

Monica Panzica

Fonte: corriere del mezzogiorno

Annunci