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Claudio Meloni

Mese

febbraio 2011

Rifiuti: «I Comuni non pagano i debiti discariche regionali a rischio chiusura»

Allarme di Federlazio: «Finiamo come la Campania»
Enti pubblici devono alle imprese 250 milioni di euroROMA – «Nel Lazio ci sono imprese attive nel ciclo dei rifiuti che vantano crediti per oltre 250 milioni di euro. Così non si può andare avanti. Si rischia la serrata da parte delle aziende. E la nostra regione rischia di finire peggio della Campania»: il drammatico allarme è stato lanciato da Maurizio Flammini, presidente di Federlazio, nel corso della presentazione della tradizionale indagine congiunturale dell’associazione che rappresenta circa 3 mila piccole e medie imprese del Lazio.

 

Quello del ritardo nei pagamenti è uno dei problemi più gravi denunciati dalle imprese di Federlazio. E per questo Flammini ha citato il caso dei rifiuti, anche se lui stesso poi ha cercato di smorzare i toni: «Parleremo con la Regione per trovare una soluzione». Dall’analisi congiunturale comunque emerge un dato certo: l’economia laziale non riesce a rialzare la testa, nonostante alcuni segnali di timida ripresa. Il quadro è in chiaroscuro.

Crollano gli ordini dall’estero, migliorano leggermente quelli dall’Italia. Aumenta il fatturato sul mercato interno, ma diventa negativo oltreconfine, in particolare per l’area extraeuropea. «Si tratta di oscillazioni tra avanzamento e indietreggiamento – spiegano da Federlazio -. Avevamo infatti appena rilevato, nell’indagine scorsa, quelli che sembravano i sintomi di un incipiente recupero, di una possibile, imminente, inversione di tendenza, che eccoci qui oggi a constatare nuovamente un arresto in quella progressione».

 

Secondo lo studio condotto su un campione di 350 aziende del Lazio negli ultimi sei mesi del 2010, «sul versante degli investimenti la percentuale che ha dichiarato di averne effettuati è pari al 31,7%, in diminuzione rispetto al precedente 34,5%». Nello stesso periodo, però «si attenua la percentuale di quelle che hanno ridotto l’occupazione».
«Siamo di fronte a una situazione straordinaria che richiede interventi straordinari», ha commentato Maurizio Flammini, «sto parlando della necessità di ridurre la pressione fiscale e di risolvere l’annoso problema dei ritardi nei pagamenti, agevolare il credito, contare su bandi di gara più piccoli e più a misura di pmi, rifinanziare tutti gli strumenti che promuovono l’internazionalizzazione, giungere all’approvazione in Consiglio regionale del nuovo Piano Casa».

Paolo Foschi

Fonte: corriere.it

 

 

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Chiaiano, ampliamento della discarica

Napoli serve un triennio per uscire dall’emergenza rifiuti. Sei mesi per costruire nuove discariche. Ma laraccolta differenziata è da anni ferma al palo.

Chiaiano, un’interdittiva antimafia ha colpito la ditta che ha gestito per due anni la discarica. Inoltre, dalle recenti indagini della Procura partenopea sono emersi numerosi illeciti ambientali. Ma lo sversatoio sorto nel Parco delle Colline di Napoli non è mai stata chiuso.

La discarica di Chiaiano, ormai prossima all’esaurimento, dovrebbe continuare ad accogliere i rifiutinapoletani fino a settembre prossimo. Secondo le ultime notizie, sarebbe stato portato a termine l’ ampliamento del sito.

Ecco la cronistoria dei fatti.

14 Settembre 2010
Discarica di Chiaiano nessun ampliamento

«Non è in programma, né è tra le ipotesi intorno a cui si ragiona, l’ampliamento della discarica di Chiaiano». Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano, d’intesa con il generale Mario Morelli, vice di Guido Bertolaso, a seguito delle proteste sorte in zona nei giorni scorsi. (fonte:repubblica.it)

17 Dicembre 2010
Raccolta a rilento, la discarica di Chiaiano non chiude
A rassicurare sul prosieguo dei conferimenti nella cava, lo stesso prefetto

Non saraò interrotto l’utilizzo della discarica di Chiaiano nonostante l’interdittiva antimafia alla Ibi Idroimpianti, società che gestisce la discarica. Il provvedimento è stato emesso ieri dal prefetto di Napoli, Andrea De Martino. A rassicurare sul prosieguo dei conferimenti nella cava, lo stesso prefetto.

“Penso – ha detto De Martino, a margine dell’incontro sulle azioni messe in atto per arginare il fenomeno della contraffazione in via Toledo a Napoli – che ora, in attesa di una pronta decisione da parte dei vertici, l’azienda che c’è possa proseguire in modo da non interrompere il servizio”. Una questione che, ha aggiunto il prefetto “penso vada chiarita con la Sapna”.

La Sapna è la società provinciale, presieduta da Corrado Catenacci, che gestisce lo smaltimento dei rifiutied è, quindi, anche stazione appaltante per tutti i lavori. E proprio la Sapna ha comunicato alla Ibi Idroimpianti l’interdittiva e la comunicazione in cui sostiene di ritenere “revocato l’appalto”. Si attende la soluzione che questo ennesimo problema che può bloccare la raccolta già di per se disastrosa.(…) ( fonte:internapoli.it )

13 Gennaio 2011
La Procura: «Bonifica truffa a Chiaiano»
Le indagini dell’Antimafia: nel mirino la compravendita di terreni

La discarica di Chiaiano nel mirino della procura. Al centro delle indagini anche la bonifica del sito. Secondo i primi accertamenti non tutto sarebbe andato per il verso giusto quando è stato impermeabilizzato il fondo dell’invaso destinato a ospitare settecentomila tonnellate di rifiuti urbani provenienti da Napoli: l’argilla utilizzata, infatti, sarebbe stata presa da una cava dismessa e mischiata con del terreno agricolo. Una proceduta fuori norma e soprattutto incapace di garantire la perfetta impermeabilizzazione necessaria per evitare infiltrazioni di percolato. Non a caso della vicenda si è occupato il comando del nucleo ambientale dei carabinieri di Napoli. (…) (fonte : Il Mattino, riportato dainternapoli.it )

La munnezza l’oro della camorra
A Chiaiano «Ditte colluse e accordi sospetti»

(…) A dicembre del 2010 la Ibi viene colpita da una vere e propria interdittiva antimafia e presenta subito un nuovo ricorso al Tar (nota staff: Il tar Campania ha respinto l’istanza cautelare presentata dalla la Ibi spa.)

Ma la discarica è agli sgoccioli: dovrebbe chiudere tra marzo e giugno. (fonte: Il Mattino, riportato dainternapoli.it)

15 Gennaio 2011
Rifiuti, nuovo ampliamento della discarica di Chiaiano

Sarà ancora allargata la discarica di Chiaiano. La carenza di impianti ed i tempi lunghi per costruirne degli altri, rendono infatti necessario l’ampliamento delle discariche già esistenti. Tra queste quella partenopea nel Parco delle Colline, dove verrà utilizzata una seconda piccola cava per abbancare i rifiuti prodotti in città. (…) (fonte: ilroma.net)

18 Gennaio 2011
SAPNA RILEVA L’INCARICO CHE ERA DELLA IBI
Chiaiano resterà aperta fino a settembre
Giacomelli: “Mancano fondi per la differenziata”

L’invaso di Chiaiano non chiuderà, come promesso, a marzo, ma sarà aperto almeno fino a settembre. E’ quanto spiega Giovanni Perillo, intervistato dal Velino, confermando le anticipazioni de Il Roma. Il direttore tecnico della Sapna ha spiegato che la decisione di rilevare direttamente la gestione dell’impianto è stata presa in conseguenza agli esiti della poco fruttuosa ricerca di un successore per la Ibi, la ditta colpita da interdittiva antimafia. Essendosi presentato solo un candidato e non essendo quindi garantita la pluralità, la Sapna ha deciso di non affidare a terzi la gestione dell’impianto; i circa trenta dipendenti della Ibi verranno quindi assunti dalla Sapna a tempo indeterminato. (…) (fonte: julienews.it )

19 Gennaio 2011
al Senato per l’esame degli emendamenti sul decreto rifiuti
Prestigiacomo: «Ora Napoli è pulita»

(…) L’uso delle cave dismesse, poi, potrebbe essere di grande utilità, secondo la Prestigiacomo. Il ministro fa riferimento alle «cave dismesse, specie di quelle che sono transitate alla proprietà dello Stato», relativamente «allo smaltimento di specifiche tipologie di rifiuti».

Secondo Prestigiacomo si tratta di «una misura che potrebbe essere di grande utilità, in questa fase di transizione, in un territorio in cui l’individuazione di aree presenta le note problematicità». (fonte:corrieredelmezzogirono.corriere.it )

20 Gennaio 2011
Rifiuti, la Camera dice sì
il decreto Campania è legge

L’Aula della Camera ha definitivamente approvato il decreto legge sui rifiuti in Campania che contiene disposizioni relative al subentro delle amministrazioni locali nella gestione del ciclo integrato. Il testo è passato con 329 sì, 187 no e tre astenuti.

Positivo il giudizio del sindaco Rosa Russo Iervolino sull’inserimento delle cave nel decreto. “Il senatore Enzo De Luca ha vinto una buona battaglia che certamente fornirà un contributo positivo ed immediato ad alleviare il problema dei rifiuti nella regione Campania. 1.200 cave censite dall’allora assessore Enzo De Luca, sono a disposizione di chi ha il compito di regolare il flusso dei rifiuti, naturalmente dopo che saranno state preparate ad accoglierli”.

“E’ una proposta che De Luca, e con lui il Comune di Napoli, porta avanti da mesi sempre inascoltato – aggiunge – Fa piacere che il ministro Prestigiacomo ne abbia capito l’importanza e l’abbia fatta propria inserendola tra le modifiche che il Governo ha predisposto al Decreto Rifiuti”. (…) (fonte:napoli.repubblica.it )

Rifiuti: Il Senato approva, oggi tocca alla Camera
Per lo stoccaggio dei rifiuti saranno utilizzate le cave dismesse, oltre 1.200 i siti abbandonati in Campania: 113 nella provincia di Napoli

(…) Oltre 1200 i siti abbandonati in Campania Su 1501 cave, 264 sono attive mentre 1237 sono cave abbandonate, abusive o dismesse. Di esse 691 risultano certamente abbandonate, prive di vincoli amministrativi o obblighi per gli ex gestori e dunque utilizzabili in tempi brevi. In particolare, in provincia di Caserta vi sono 409 cave inattive – delle quali 280 abbandonate – inserite in un piano di recupero ambientale dal commissario di Governo. Ora 124 sono utilizzabili subito e danno una disponibilità di 34 milioni di metri cubi per accogliere materiali inerti e no.

Complessivamente sul territorio campano si trovano 71 siti nella provincia di Avellino, 73 in quella di Benevento. A Caserta ce ne sono 280, 113 nella provincia di Napoli e 154 nel salernitano. Dunque 124 sono già pronte per accogliere materiale. Anche il tal quale? No, ma con un po’ di soldi si possono rendere stabili questi materiali. Nella sostanza se i rifiuti e le cave vengono lavorati in un certo modo non percoleranno nelle falde acquifere sottostanti. (fonte: Il Mattino, riportato da internapoli.it )

22 Gennaio 2011
Rifiuti, ancora Commissari
DECRETO. Gli ambientalisti: «Servono più controlli sulla qualità dell’umido che andrà nelle cave dismesse»
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Giovedì scorso è stato approvato in via definitiva il decreto dal titolo “disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territorialidella regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti”. In realtà il titolo è fuorviante, perché, dopo le varie modifiche, il decreto pone, ancora per un anno, la regione Campania in uno stato di sostanziale commissariamento. Il potere di decidere dellenuove discariche, degli impianti, della costruzione degli inceneritori, fino alla decisione dei flussi è in capo al governatore Caldoro, che dovrà nominare dei commissari ed usufruirà di un gruppo di esperti.

Praticamente si è spostata la Protezione civile in Regione con l’obbligo per Caldoro di delegare i compiti ad altri commissari. Insieme al commissariamento per tutto il 2011 tornano le leggi speciali contro l’abbandono o lo scarico illegale di rifiuti pericolosi. (…)

Ma la vera novità del decreto è contenuta in questa frase: I commissari provvedono «all’individuazione delle ulteriori aree dove realizzare siti da destinare a discarica anche tra le cave abbandonate o dismesse con priorità per quelle acquisite al patrimonio pubblico, sentiti le Province e i Comuni interessati». Per capirci, le cave dismesse nella regione Campania, sono circa 1200, di varia capacità, quindi si risolverebbero definitivamente i problemi delle discariche.

Nelle cave non ci andrebbero i sacchetti ma il materiale umido proveniente dagli Stir debitamente stabilizzato e vagliato, se rispondente alla qualifica di “compost fuori specifica” (codice cer 19.05.03) che secondo il decreto può essere utilizzato per ricomposizione ambientale di cave dismesse, di discariche chiuse ed esaurite, ovvero quale materiale di copertura giornaliera per gli impianti di discarica in esercizio».

Il punto centrale, che è alla base delle perplessità degli ambientalisti, è sulla qualità del materiale in uscita dagli Stir e la sua compatibilità con questo utilizzo. Su questo punto così importante del decreto sarebbe opportuno fare delle verifiche tecnico-chimiche per fornire delle caratteristiche più precise e controlli periodici dei materiali affinché siano compatibili con l’uso nelle cave. (…) (fonte: terranews.it )

9 Febbraio 2011
Rifiuti/ A Napoli 1900 ton., benefici da aperture notturne Stir. Discarica Chiaiano torna a regime

(…) I lavori in corso presso la discarica di Chiaiano, inoltre, stanno permettendo maggiori conferimenti di immondizia nell’invaso ormai quasi saturo. Gli adeguamenti eseguiti su disposizione della Provincia di Napoli, infatti, dovrebbero permettere un aumento di spazzatura da depositare nell’invaso alla periferia di Napoli.

La scorsa notte sono state 415 le tonnellate di rifiuti conferite, in aumento rispetto ai giorni scorsi (solo ieri 395) e i livelli dovrebbero rimanere costanti almeno fino al prossimo aprile. La discarica infatti, potrebbe ingoiare ancora 40mila tonnellate circa riuscendo a mantenere un’operatività per altri 100 giorni circa. ( fonte: TMNews, riportato da dailyblog.it )

11 Febbraio 2011
Rifiuti, occorrono 6 mesi per le discariche
Caldoro: «Tra tre anni la vera normalità»

Prima di aprire la discarica numero uno per i rifiuti del Napoletano occorreranno almeno sei mesi. Lo ha spiegato ieri il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, nell’incontro di palazzo Chigi per discutere dell’ennesima crisi.

Al vertice erano presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il governatore Stefano Caldoro, i presidenti della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, e di Napoli, Luigi Cesaro e il sindaco Rosa Russo Iervolino. Dal capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, una strigliata a tutti per aver disatteso gli impegni. Caldoro ha esposto l’avvenuta nomina dei commissari agli stir e ha detto: per uscire dalla crisi alla Campania occorrono tre anni.

Oggi la nomina del commissario per l’inceneritore di Acerra. La Iervolino ha illustrato il piano per la differenziata e ha annunciato l’apertura di un sito per «parcheggiare» i rifiuti a Scampia. Ma la Puglia pronuncia l’ennesimo «no» ai camion campani. (…) ( fonte: ilmattino.it )

13 Febbraio 2011
Chiaiano, ampliamento completato
NAPOLI RESPIRA, DA DOMANI L’INVASO TORNA AD ACCOGLIERE 600 TONNELLATE. LA CHIUSURA A SETTEMBRE

Chiaiano non è più un problema, anzi fino a settembre tornerà ad essere una valida risorsa per la città, ed i Comuni della zona dell’hinterland, per arginare l’emergenza mai sopita a Napoli e provincia. L’ampliamento, portato avanti in gran segreto sotto forma di restyling, infatti, è stato ultimato.

Completato insieme ad alcuni lavori di messa in sicurezza che consetiranno di operare con più serenità all’interno di cava Cinque Cercole. Stop, dunque, alle difficoltà legate alla saturazione dello sversatoio cittadino che secondo la tabella di marcia avrebbe dovuto chiudere definitivamente già da un mese per accogliere altre poche tonnellate di tal quale a fine anno per poi diventare a poco a poco un’area verde.

L’ex poligono, invece, avrà vita ancora fino a settembre, altri sette mesi in cui il “buco” del Parco Metropolitano delle Colline tornerà di nuovo ad accogliere seicento tonnellate di spazzatura ogni notte, tornano alle quote che per due anni hanno permesso, almeno in minima parte, di dimenticare l’incubo dei sacchetti in strada. E la discarica piena, insomma, è già un ricordo, quando per quasi un mese a Chiaiano non si è potuto sversare quotidianamente più di trecento tonnellate di rifiuti prodotti nel capoluogo partenopeo.

La conferma dell’ampliamento portato a termine dopo lavori che duravano ormai da diverso tempo arriva anche dagli sversamenti della scorsa notte, dove già in questa prima di rodaggio del sito allargato, la discarica ha ospitato 450 tonnellate di tal quale.

Da stasera, invece, si tornerà subito a pieno regime o quasi, portando nel Parco delle Colline una quantità di immondizia molto vicina alle seicento tonnellate. Un dato numerico che significa, insomma, riuscire a smaltire autonomamente quasi la metà della produzione giornaliera di immondizia a Napoli. Ma non è tutto, poiché i lavori a Chiaiano sono riusciti anche ad ottimizzare le strutture finora lasciate alla “meno peggio”. Uno dei grossi ostacoli dell’invaso cittadino, infatti,era la strada d’ingresso al sito che in sterrato e piuttosto stretta rallentava di non poco i conferimenti.

Adesso pure da questo punto di vista, lo scenario è destinato a migliorare. Il restyling dell’accesso all’ex poligono, infatti, è stato portato a termine dagli operai e così già nei prossimi giorni gli autocompattatori potranno accelerare le procedure per scaricare la spazzatura raccolta nel corso della notte.

Tutto confermato, insomma, Chiaiano non chiuderà tra un mese ma continuerà a sostenere le sorti del ciclo di smaltimento fino al prossimo autunno allungando quello che i residente del quartiere e dei Comuni limitrofi, oltre ai comitati, considerano un vero e proprio calvario contro cui si battono da tre anni, quando da fonti istituzionali arrivò la proposta di adibire a discarica la cava di Cinque Cercole. Un incubo che non è ancora finito per cercare di ripulire Napoli anche da questa ultima e più recente crisi. (fonte: ilroma.it )

 

Molfetta, rivendevano rifiuti ferrosi arrestato anche dirigente dell’Asm

L’accusa è di peculato e ricettazione. Ai domiciliari sono finiti un funzionario e due autisti della municipalizzata e il titolare di una ditta di autodemolizioni

Un funzionario e due autisti dell’azienda municipalizzata Asm di Molfetta sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di peculato e un autodemolitore di Bisceglie con quella di ricettazione in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Trani Maria Grazia Caserta su richiesta del pm Luigi Scimè. Ai quattro è stato concesso il beneficio dei domiciliari. Il funzionario è Michele Lamparelli, di 48 anni, i due autisti Diego Bernardis, di 40 e Paolo De Robertis di 60, l’autodemolitore Giacomo Ferrucci, di 48 anni.

Tra il giugno e il novembre scorsi i tre dipendenti Asm, secondo gli investigatori, avrebbero prelevato, trasportato e conferito a Ferrucci 170 tonnellate di rifiuti ferrosi ottenendo indebitamente il ricavato dello smaltimento, stimato in alcune decine di migliaia di euro.

Fonte: repubblica.it

 

Rifiuti, ecco i commissari per inceneritore e discariche

Rese note le nomine di Caldoro. Presidente alla realizzazione del termovalorizzatore di napoli est il preside di Ingegneria, Alberto Carotenuto. Mentre alle discariche della Regione è stato assegnato Annunziato Vardè, viceprefetto e vicario a Varese. Dovrà occuparsi degli impianti previsti dal decreto legge poi convertito per la Provincia

Alberto Carotenuto, preside della facoltà di Ingegneria dell’università “parthenope” di Napoli, è stato nominato dal presidente della Regione Campania Stefano Caldoro commissario per la realizzazione del termovalorizzatore di Napoli Est. Caldoro ha anche scelto Annunziato Vardè, 50 anni, viceprefetto e vicario a Varese, quale commissario per le discariche nella regione. Il commissario alle discariche non avrà competenza regionale ma dovrà occuparsi degli impianti previsti dal decreto legge, poi convertito, per la provincia di Napoli.

“La nomina è stato uno degli adempimenti più difficili, a causa della specificità della procedura prevista dal ministero, che imponeva di individuare una figura che avesse alle spalle una carriera prefettizia”. Spiega così il presidente della giunta campana, Stefano Caldoro, la scelta di Annunziato Vardè a commissario per le discariche del napoletano. Caldoro ringrazia il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, che “ha lavorato con grande impegno – dice – e, in virtù del suo ruolo, ha coordinato le nostre attività con le indicazioni previste dalla procedura del ministero”. Si è arrivati così, chiarisce, alla nomina di Vardè. Per la realizzazione del termovalorizzatore di Napoli Est, aggiunge il Governatore, “abbiamo scelto Alberto Carotenuto, che insegna Fisica tecnica industriale all’università Federico II di Napoli e si occupa di impiantistica”.

Fonte: repubblica.it

 

Rifiuti all’estero per ‘ripulire’ la Campania e Napoli: domani arriva Gabrielli

di Emilio Di Cioccio
(14 Febbraio) – Rifiuti all’estero e nuovi impianti, per portare la Campania definitivamente fuori dall’emergenza. Domani il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, che ha preso il posto del dimissionario Guido Bertolaso, sarà a Napoli per un nuovo vertice. Come stabilito da Palazzo Chigi, sarà Gabrielli, unitamente al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, a monitorare gli amministratori locali affinché rispettino la road map licenziata alla presenza del sottosegretario Gianni Letta, plenipotenziario del premier Silvio Berlusconi.

Un lavoro che si preannuncia particolarmente delicato considerando che, in attesa che vengano realizzati i nuovi impianti (tra discariche, termovalorizzatori e isole ecologiche), in virtù dei quali saranno necessari almeno altri sei/dodici mesi, l’unica via d’uscita è rappresentata dai trasferimenti dei rifiuti fuori regione o all’estero (leggasi l’ipotesi Andalusia). Cinquantamila le tonnellate che, nelle prossime ore, come previsto dall’ufficio flussi della Regione Campania, partiranno alla volta della Puglia; rifiuti provenienti dagli stir di Giugliano e Battipaglia, oramai saturi. All’Arpac il compito di monitorare i trasferimenti, sottoponendo i rifiuti a controlli, onde scongiurare la presenza di materiale radioattivo. La situazione, in ogni caso, resta particolarmente complicata giacché comincia a venire meno la solidarietà che, a chiacchiere, era stata manifestata da diverse regioni d’Italia. Terminato l’invio in Puglia, resta la preoccupazione su dove verranno smaltite le tonnellate che, nel frattempo, si vanno accumulando negli Stir del napoletano, e non solo; Santa Maria Capua Vetere e Battipaglia, infatti, continuano ad accogliere i rifiuti della città capoluogo e, a malapena, riescono a smaltire i rifiuti provenienti dai territori di appartenenza. Nell’attesa di conoscere le risultanze del nuovo vertice in programma domani e di vedere come si muoverà il capo della Protezione Gabrielli, resta il dato delle cataste di rifiuti che fanno bella mostra di sé, si fa per dire, ad ogni angolo della città di Napoli e di diversi comuni dell’hinterland. La Regione, dal canto suo, come previsto dal nuovo decreto legge nelle prossime ore, dopo i commissari per gli Stir, è chiamata a designare il nuovo commissario per il termovalorizzatore di Acerra.

Fonte: lunasetnews

Rifiuti, scatta il presidio a Scampia

SCAMPIA ha aspettato il sindaco. Il quartiere era pronto ad accogliere la Iervolino e la delegazione di tecnici in sopralluogo per scegliere il nuovo sito di trasferenza. Ma non si è visto nessuno. Rimane la rabbia della delegazione di cittadini che ieri si è riunita davanti all’ isola ecologica in viale della Resistenza, lì dove il Comune vorrebbe realizzare il nuovo sito di stoccaggio dei rifiuti, le parrocchie hanno fatto suonare le campane a morto. C’ è tutta Scampia in questa striscia di asfalto e in questo pezzetto di cielo. Sì, di cielo, perché l’ aria è più densa qui, è dolciastra e sa di plastica bruciata. E il cielo è negato da un sottile velo di fuliggine.È l’ effetto dei roghi accesi nel campo rom, a pochi metri di distanza. Di fronte, lungo via della Resistenza, una scia di rifiuti. A sinistra, subito dopo la curva ci sono le “case dei Puffi”, con il muro di terra fatto erigere dai cittadini per non vedere i tossici. Gli uomini del commissariato di Scampia, diretti dal vicequestore Michele Spina, passano al setaccio la piazza di spaccio. Da un lato poliziotti e spacciatori, dall’ altro (nel campo) decine di tossicodipendenti, che incuranti dei controlli, dell’ immondizia, dei roghi continuano a bucarsi, alla luce del sole. «Ecco cosa siamo, il contenitore della città – si lamenta Giovanni T. – Nomadi, drogati, spacciatori e munnezza. Tutto a Scampia. Il sindaco non ha il coraggio di venire qui: si accorgerebbe che quel sito nascerebbe tra le case». Il guardiano dell’ isola ecologica (non ancora attiva), spiega: «Al momento qui ci sono solo i mezzi Asìa, non è aperto ai cittadini, ma hanno iniziato a ripulire l’ aria. Il sito di trasferenza dovrebbe estendersi fino alla ex centrale del latte». Elena Cerulli, 65 anni, mamma e nonna, è arrabbiatissima: «Sono 20 anni che vivo a Scampia e mai nessuno ha fatto niente per questo quartiere. Ora ci vengono a mettere anche la spazzatura. Io sono pronta a scendere in strada, a lottare e se sarò a fianco della camorra vorrà dire che non avrò avuto altra scelta, come tante persone perbene che vivono qui». «Io insegno alla scuola materna Alpi.Èa poche decine di metri da dove vogliono mettere l’ immondizia – dice Cecilia – Ma davvero ci trattano come animali?». «Siamo inguaiati. Ma che vogliono più da noi?», interviene Giovanni Schisano. «Mettere la ciliegina sulla torta», gli fa eco Raffaele. E Ciro Esposito: «Penso a come cresceranno i miei figli in questo quartiere disgraziato». E tutti assicurano: «Lotteremo». «Il sindaco non ha avuto il coraggio di venire – chiosa Vittorio Passeggio – Sapeva che l’ aspettavamo. Ma noi siamo qui e siamo pronti a difendere il nostro quartiere. Ci stiamo organizzando». Il Comune sta vagliando due ipotesi per il sito di trasferenza: Scampia e Ponticelli. E ieri mattina ci sono state proteste anche nella zona Est: venti donne hanno inscenato una manifestazione in via Argine per la mancata raccolta. Intanto migliora la situazione: in strada restano circa 1300 tonnellate di rifiuti. Ieri una protesta anche a Cava Sari. – CRISTINA ZAGARIA

Fonte: repubblica.it

Da Napoli alla Cina e ritorno: con i rifiuti si fabbricano giocattoli tossici

di Daniela De Crescenzo

NAPOLI – Trasformare i rifiuti in giocattoli pieni di sostanze cancerogene: è un gioco di prestigio nel quale si stanno specializzando i clan campani. Il trucco è tutto nei container che attraversano l’oceano e sbarcano in Cina, in Corea, a Hong Kong, in Malesia, in Camerun. Solo nel 2010 il secondo gruppo della Guarda di Finanza che opera nel porto ha sequestrato 1.324.380 chilogrammi di rifiuti speciali, 4.428.561 dal 2008.

Si tratta di ferro, acciaio, ma soprattuto scarti di polietilene, cascami di gomma e pneumatici spediti da aziende italiane al di là del mare. Su alcune di queste spedizioni partite dal casertano indagano anche la procura di Santa Maria Capua Vetere e la direzione distrettuale antimafia. «Per noi la monnezza è oro»: spiegò nel 1992 il camorrista Nunzio Perrella allo stupefatto procuratore Franco Roberti. E quasi venti anni dopo i boss hanno allargato gli orizzonti e sono riusciti a mettere in piedi un nuovo e lucroso traffico.

Questa volta i rifiuti non arrivano, però, in Campania, ma dai nostri porti navigano fino alle coste africane o si spingono fino al lontano oriente. Per sportarli li accumulano nei continer e li spediscono come materie prime. Ma per le leggi europee si tratta solo di monnezza. Sono parti dismesse di beni di consumo: televisori, computer, lavatrici, frigoriferi e soprattutto pneumatici ridotti a brandelli e cascami di gomma. Materiali che da noi vanno smaltiti con procedure costosissime ma che nei Paesi in via di sviluppo e affamati di materie prime vengono riciclati e vanno ad alimentare interi settori industriali. Vengono utilizzati come carburante, innanzitutto. Bruciando nei camini delle fonderie, ad esempio, producono l’energia necessaria a far lavorare le macchine.

Ma non solo. La gomma, una volta lavorata, può essere trasformata in un materiale utile per produrre le scarpe, ma anche i giocattoli. Giocattoli avvelenati che vengono prontamente rimpatriati e diffusi in tutt’Europa realizzando guadagni da capogiro. In questi casi la malavita guadagna sulla contraffazione. Infatti sono spesso gli imprenditori criminali che acquistano merce made in Cina a prezzi stracciati e la vendono nel resto del mondo. Se bambole, bambolotti e pupazzi di ogni genere sono sufficientemente simili a quelli prodotti da marchi famosi è possibile riportarli in Europa e rivenderla moltiplicando i guadagni.

La camorra incassa, i nostri bambini si avvelenano. «Secondo gli esperti – ha spiegato il generale delle Fiamme Gialle, Giuseppe Grassi – alcuni di questi prodotti arrivati dall’oriente contengono materiale dannoso che a volte produce allergie, ma che in alcuni casi può essere addirittura cancerogeno». Una magia nera resa possibile dai costi, bassissimi, della manodopera. Se da noi si rompe un frigorifero, ad esempio, può risultare conveniente buttarlo. Se lo si fa seguendo le procedure previste per legge, bisogna affidarlo all’azienda che cura la raccolta dei rifiuti urbani.

Gli incivili preferiscono seguire una procedura più sbrigativa e lo abbandonano agli angoli delle strade anche a costo di rischiare l’arresto. Le imprese malavitose, invece, seguono circuiti diversi riuscendo a guadagnare invece di spendere: la spedizione di un container costa poche migliaia di euro e la merce può essere rivenduta oltremare dove qualsiasi oggetto viene smontato. I singoli componenti possono così essere riutilizzati.

Una sorta di riciclo che alimenta il lavoro nero e la mala-economia. Per sgominare i traffici la Guardia di Finanza lavora all’individuazione dei camion a rischio. Ma nonostante l’impegno il commercio è troppo fiorente per essere fermato.

Fonte: ilmattino.it

 

 

I rifiuti campani spediti in Cina, trasformati in giocattoli tossici e rispediti a Napoli. Grave pericolo per la salute

Napoli – La camorra riesce sempre a trarre profitto dai rifiuti, che si tratti di discariche abusive, di smaltimento illecito di rifiuti tossici, o “riciclaggio” dell’immondizia. Proprio di riciclo, sebbene tutt’altro che ecologico, si può parlare del nuovo business della camorra scoperto dalla Guardia di finanza di Napoli (clicca qui).

 

 

Aziende italiane spedivano in cina, caricati in grossi container, ferro, acciaio, scarti di polietilene, cascami di gomma e pneumatici. Il materiale giunto a destinazione veniva lavorato ed utilizzato per costruire giocattoli ed indumenti che venivano poi immessi sul mercato italiano. Il prodotto finito presenta un alto tasso di tossicità e quindi molto pericoloso per la salute(clicca qui).

Vincenzo Borriello

Fonte: il mattino

 

Rifiuti, la Lega offre un impianto gratis

Presentato ieri il sistema di smaltimento termico a vapore

TRENTO. Un’alternativa all’inceneritore per la Lega Nord c’è. E lo hanno dimostrato Diego Fissore e l’ingegnere Gian Luigi De Maria, offrendo al Comune di provare gratuitamente l’impianto che si basa sul trattamento termico a vapore 2P2 e che lavora rifiuti sia indifferenziati (frazione “umida” e “secca”) che differenziati.  Alla conferenza stampa di ieri, presenti il senatore Sergio Divina e il vertice al completo della Lega trentina, è intervenuto Diego Fissore, presidente della Fissore Agency, che è entrato nel dettaglio della tecnologia alternativa dell’autoclave, offrendo al Comune di Trento di realizzarlo gratuitamente e di gestirlo per 5-8 anni. Il sistema autoclave, nato dalla collaborazione della società irlandese Vulcanes con Aerothermal (società inglese che ha per clienti McLaren, Airub, British Airways, solo per citarne alcuni), tratta sia i rifiuti indifferenziati che differenziati con il “trattamento termico a vapore”. Si tratta di un processo che avviene a 160º e a 5,6 bar di pressione e dura 144 minuti totali e recupera il materiale sia riciclabile (come vetro, materiali ferrosi e non, plastiche) sia organico, trasformandolo in materiale misto di parti liquide e fibre, completamente inerte, denominato Floc. Il sistema può lavorare anche deiezioni animali che di solito vengono distrutte con inceneritori sottoposti a normative molto severe, ed alla fine si ottiene un fango inerte ed esente da qualsiasi tipo di contaminazione, utilizzabile per fondi di lavorazioni stradali o da depositare in discarica senza pericolo di percolato o dispersione di inquinanti. Questa procedura, sostengono i tecnici «non prevede alcun tipo di combustione né quindi di emissione di gas in atmosfera; tutta la linea di lavorazione, dall’arrivo del materiale agli impianti, al trattamento in autoclave, alla separazione del prodotto è pressurizzata e non produce dispersione di sostanze volatili». Il materiale Floc avrebbe varie possibilità di impiego: dalla fabbricazione di pannelli multistrato per mobili, alla produzione di carta e/o cartone, dalla combustione per ottenere energia all’utilizzo in un processo di digestione anaerobica attraverso il quale viene prodotto del biogas. Con quest’ultimo trattamento si ottengono: ca. 80 m² di gas se i rifiuti provengono da raccolta indifferenziata; ca. 210-220 m² se invece provengono da raccolta differenziata (da solo materiale organico e residui di sfalci e potature). Si ottengono invece ca. 600 m² di biogas se provengono da raccolta differenziata selezionata (solo organico come gli scarti di cucina).

Fonte: Trentino

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