La decisione della Rea con la Provincia sarebbe dovuta all’aumento dei costi di gestione dell’impianto.

Dalmine, 24 gennaio 2011 – E’ scontro in Provincia dopo la decisione della Rea di Dalmine, la società che gestisce l’inceneritore nel quale vengono smaltiti i rifiuti solidi urbani della maggior parte dei Comuni bergamaschi, di aumentare dall’inizio dell’anno la tariffa che le stesse amministrazioni sono tenute a pagare. In un colpo solo, il balzo in avanti è stato del 64% con una crescita netta, per ciascuna tonnellata conferita, di circa 55 euro.

La decisione, assunta dopo il mancato accordo della Rea con l’ente di via Tasso sul rinnovo della convenzione stipulata nel 1998 e scaduta il 31 maggio scorso, sarebbe dovuta, in primo luogo, all’aumento dei costi di gestione dell’impianto ma rischia di trasformarsi, per i sindaci, in un drammatico salasso, soprattutto in tempi nei quali, come è noto, le casse di municipi ed enti locali piangono.

Non a caso, fatture alla mano, il primo a far sentire la propria voce è stato l’assessore all’Ambiente della giunta del presidente Ettore Pirovano, Pietro Romanò, secondo il quale «ci troviamo di fronte a un comportamento assolutamente scorretto da parte di Rea. Avevamo ricevuto rassicurazioni in merito al fatto che le tariffe non sarebbero state rivedute almeno finché non si fosse arrivati ad un’intesa sulla convenzione. Nell’ultima parte dello scorso anno, infatti, abbiamo provveduto a convocare una serie di incontri senza arrivare, purtroppo, ad un punto condiviso.

Ciò non toglie che le fatture recapitate ai Comuni siano, a nostro giudizio, del tutto illegittime perché non hanno ottenuto alcun via libera da parte della Provincia. In questo senso – aggiunge Romanò – ai municipi sono già state inoltrate le dovute comunicazioni».

La presa di posizione dell’assessore all’Ambiente non soddisfa però i rappresentanti di minoranza della Lista Bettoni che, per mano del capogruppo in consiglio provinciale Vittorio Milesi, hanno indirizzato un’interpellanza urgente al presidente dell’ente di via Tasso, Ettore Pirovano, per ottenere delucidazioni su quanto sta accadendo: “L’entità dell’aumento applicato risulta inaccettabile da ogni punto di vista – sottolinea Milesi – e pone gravissime difficoltà ai Comuni bergamaschi che saranno inevitabilmente costretti a scaricare sui loro cittadini lo spropositato aumento del costo di smaltimento”.

Per questo a Pirovano la Lista Bettoni chiede di spiegare “le ragioni per le quali la Provincia non abbia proceduto all’aggiornamento della tariffa del conferimento dei rifiuti entro il termine di scadenza che la convenzione fissava al 31 maggio 2010 e quali iniziative si intendano attuare per l’immediata revisione della tariffa arbitrariamente applicata dalla Rea Spa di Dalmine”.

di Alessandro Borelli

Fonte: il giorno

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