Finisce il patto emergenziale di Vendola. Causa primarie.

di Antonio Calitri

Napoletani ingrati, tenetevi la vostra spazzatura.

Sconfitto Libero Mancuso, candidato vendoliano alle primarie per il sindaco del capoluogo partenopeo, la Puglia si prepara a dire addio ai rifiuti campani. Colpa delle proteste delle comunità locali che devono accogliere i conferimenti e delle troppe irregolarità riscontrate nei carichi dei tir pieni di spazzatura e spesso non sigillati che arrivano dalla Campania.

Fatto sta che quella che sembrava il solo fraterno patto di assistenza tra regioni dimostrato all’apice dell’ultima emergenza da Nichi Vendola si è trasformato in un flop.
E l’assessore all’ambiente ed ex pm di Bari Lorenzo Nicastro, per casuale coincidenza, non appena chiuse le urne napoletane e venuto politicamente meno l’interesse del governatore pugliese per Napoli, ha annunciato che tanto vale chiudere la partita qui.

Un’operazione comunque fallimentare che doveva permettere al territorio campano di alleggerirsi di 45 mila tonnellate di spazzatura in tre mesi e che dopo più di un mese dalla firma dell’accordo è riuscito a spostare soltanto 1.000 tonnellate, con decine di tir che tornano sistematicamente indietro carichi per irregolarità riscontrate all’arrivo o proteste della popolazione locale. E così l’operazione di solidarietà pugliese ai problemi dei napoletani si può praticamente considerare chiusa. Manca il sigillo ufficiale e probabilmente si continuerà a tirare avanti ancora per qualche settimana ma di fatto, l’accordo che non è mai decollato, è ormai alla canna del gas. Non è tutta colpa di Nichi Vendola come oggi gli vogliono addossare da quel centrodestra che a dicembre lo esaltava, ma di certo per lui oggi è venuto a mancare l’interesse politico e di immagine per insistere e cercare di mantenere in piedi l’accordo.

Il resto lo hanno fatto proprio i napoletani e le comunità locali del tarantino dove hanno sede le discariche individuate. Tanto che dopo l’ennesimo blocco dei tir da parte del «coordinamento di cittadini in lotta contro le discariche», indignati per la perdita di liquidi dai cassoni degli automezzi e dopo l’indisponibilità di una, forse due delle tre discariche interessate dall’accordo, il colonnello dell’Esercito, Carmine Piscitelli, che controlla le operazioni ha scritto una lettera denunciando che «non si ravvisano le condizioni pratiche per rispettare il Protocollo d’intesa tra regione Puglia e Campania, che stabilisce in 3 mesi la durata dei conferimenti dei rifiuti napoletani nelle tre discariche tarantine». Una manna dal cielo che l’assessore Nicastro, che aveva già tolto la licenza per 10 giorni a una delle tre discariche interessate all’operazione (discarica Vergine di Fragagnano) e che, appena letto il messaggio, ha dichiarato che «se non ci sono le condizioni, come indicato e prescritto nel protocollo d’intesa firmato da me e dal collega della Regione Campania, vuol dire che i rifiuti resteranno lì, noi eravamo pronti ad accoglierli in Puglia per solidarietà alla Campania ma sempre nel rispetto del protocollo, se questo non è possibile il problema ora resta tutto campano e non nostro». Una pietra tombale sull’operazione della quale ormai, anche a causa della cocente sconfitta di Mancuso, in Puglia non interessa più a nessuno.

Fonta: italia oggi

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