Il maxiaumento non è passato inosservato. Da 86,58 a 141,33 euro per ogni tonnellata di rifiuti smaltiti all’inceneritore della Rea di Dalmine. Che vuol dire 54 euro e rotti (54,75 per la precisione) in più a tonnellata. Una stangata per i 210 Comuni bergamaschi che portano la loro immondizia (i sacchi neri di indifferenziata) al termovalorizzatore di Dalmine e che si sono visti recapitare le fatture relative al periodo 1 giugno-31 dicembre 2010.

Tanto che molte amministrazioni comunali, ma anche società di gestione del servizio rifiuti hanno segnalato il consistente ritocco alla Provincia con cui la società Rea spa aveva siglato una convenzione nel 1998, poi integrata da un successivo accordo nel 2001, che definiva la tariffa di smaltimento.

Viste le tante segnalazioni arrivate, la Provincia ha preso carta e penna e scritto una lettera (firmata dal presidente Ettore Pirovano e dal dirigente del settore Ambiente Claudio Confalonieri) a Comuni, Comunità montane, soggetti interessati e per conoscenza alla Rea in cui si dice che «la nuova tariffa inviata da Rea non ha alcuna validità e non è autorizzata dalla Provincia che ha già rivolto a Rea l’invito ad astenersi dall’intraprendere iniziative unilaterali e a riprendere la strada del confronto per concordare nuove tariffe nel rispetto dei rapporti previsti dalla convenzione ancora in essere».

Il presidente Pirovano è chiaro: «La tariffa è scaduta il 31 maggio scorso, ma non la convenzione che finisce nel 2013. Stavamo comunque trattando da prima della scadenza di maggio. Certo c’erano interpretazioni diverse su come impostare il nuovo costo della tariffa, ma qui si parla di oltre 50 euro in più a tonnellata…». Nel frattempo l’invito di Pirovano ai sindaci è chiaro: «Pagare l’aumento? Neanche per idea».

Fonte: L’Eco di Bergamo

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