Emanuele Rigitano (Terra Lazio)

IL PUNTO. Polverini dialoga con tutte le istituzioni, da Bruxelles al Comune. Ma sul Piano restano molti dubbi.
Vedremo ancora molte puntate della saga sui rifiuti di Roma e del Lazio. In questi giorni Renata Polverini ha avuto due incontri con i rappresentati istituzionali regionali, più la presentazione in Europa del Piano rifiuti. Il primo incontro è avvenuto con i presidenti delle Province laziali, per fare il punto della situazione e ascoltare il loro parere. Alla fine la presidente della Regione si è fatta strappare la promessa di non coinvolgere i territori nei dintorni di Roma per il dopo Malagrotta. In realtà la soluzione andrebbe trovata prima, almeno secondo le parole del sindaco di Roma: «Con la Regione abbiamo come obbiettivo il raggiungimento del 35% (di differenziata, ndr) e siamo al lavoro per dare alla città un’alternativa valida a Malagrotta ancor prima che chiuda».

Il piano rifiuti regionale, però, prevede il raggiungimento del 60% entro il 2011. «Parlare di quelle percentuali senza prevedere riforme strutturali è demenziale», ha affermato il radicale Massimiliano Iervolino. «Infatti non avendo il coraggio e la voglia di metter mano all’intero ciclo, all’Ue presentano un piano “bluff” e nei loro cassetti si tengono il vero piano operativo che prevede il raggiungimento al massimo del 35% entro il 2012». Iervolino ha anche denunciato come la plastica e il vetro della differenziata di Roma, fino all’80%, finiscano in discarica a causa della contaminazione reciproca dei due materiali nel momento in cui vengono triturati. Angelo Bonelli dei Verdi ha tenuto a precisare che «a Roma la raccolta differenziata è al 18%, percentuale che scende ancora di più a causa dello scarto dei materiali, dovuto alla presenza di cassonetti multimateriale che sono stati acquistati in grande quantità, circa 10 mila, dall’Ama a dimostrazione che non si ha intenzione di avviare una gestione responsabile dei rifiuti».

Il secondo incontro della Polverini è stato il pranzo con il presidente della Provincia di Roma Zingaretti e il sindaco Alemanno. Doveva essere l’occasione per discutere del futuro della ‘monnezza’ del Lazio e di una soluzione che allontani «il rischio di un’emergenza rifiuti nella Capitale», come promesso dal sindaco. Il giallo non è però ancora stato risolto: manca la scelta di un sito idoneo e la costruzione del gassificatore di Albano è stata bloccata dal Tar. Che soluzioni adottare allora per raggiungere al più presto una gestione dei rifiuti efficiente? Il presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio, denuncia la mancanza «di una gestione diversa, che punti tutto su diminuzione della produzione del rifiuto, riuso e differenziata».

Anche il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani, ha posto come priorità la riduzione della spazzatura, aggiungendo: «La regione Lazio deve fare come la Sardegna: tassare il conferimento dei rifiuti in discarica e reinvestire il denaro per passare da una raccolta stradale a quella domiciliare, come per costruire nuovi impianti di compostaggio. Solo così possiamo cambiare le sorti del ciclo dei rifiuti della regione».

Fonte: terranews.it

Annunci