Stefano Erbaggio (Terra Napoli)
RIFIUTI. La Provincia di Napoli ha localizzato nei Campi Flegrei un nuovo invaso. All’interno di un Parco.
Si fanno sempre più concrete le voci su una discarica nel Comune di Quarto. Oggi il Consiglio Provinciale è convocato per discutere della questione, e l’opposizione ha già annunciato battaglia. Il presidente della Provincia di Napoli Cesaro, per far fronte all’esaurimento dei siti già esistenti, ha esternato la sua volontà riguardo all’ubicazione di una discarica all’interno del comune flegreo. La notizia risalente alla prima decade di questo mese, aveva l’aria di essere una semplice indiscrezione, anche alla luce della ferma opposizione del sindaco Secone, appoggiato dai comitati e da tutta la cittadinanza. I cittadini di tutta la zona flegrea hanno avviato una raccolta firme online per impedire un nuovo disastro ambientale in un territorio già martoriato e che già ospita la famosa discarica di Pianura.

La scelta di Cesaro appare, dunque, scellerata sotto tutti i punti di vista, ed è dettata dalla situazione d’emergenza che tuttora attanaglia il territorio provinciale. Le altre province campane sembrano aver passato la crisi, mettendo in moto vari meccanismi per chiudere il ciclo integrato dei rifiuti e portare ad alte percentuali la raccolta differenziata. Nel beneventano è addirittura in programma la costruzione di un impianto di trattamento meccanico manuale simile a quello già esistente a Vedelago, considerato modello di buona gestione per eccellenza; a Salerno è stato costruito l’unico impianto di compostaggio presente sul territorio regionale. La provincia di Napoli, svantaggiata a causa della ridotta superficie e dell’altissima densità abitativa (2.629,35 ab./km², la metà della popolazione campana concentrata all’interno del 5% del territorio regionale) pare non comprendere la gravità della situazione o, evidentemente, non possiede le capacità per risolvere il problema.

Le uniche misure in programma sono la costruzione di altri inceneritori, la creazione di discariche e la costruzione di un impianto di compostaggio a Pomigliano d’Arco: struttura che rappresenta l’unica soluzione reale al problema, ma nello specifico ancora decisamente insufficiente. Il piano regionale per l’uscita dall’emergenza prevede la costruzione di dieci impianti di compostaggio, ma per Legambiente sono insufficienti, ne servirebbero il doppio. L’unica strada che il presidente della Provincia di Napoli Cesaro intende percorrere è quella delle discariche, meri invasi dove depositare l’immondizia. Il territorio dei Campi Flegrei, peraltro, risulta particolarmente adatto a tale scopo: infatti, prima della costituzione del Parco Regionale, la zona era famosa per l’estrazione del tufo, attività che ha lasciato profonde cicatrici. In più, le cave dismesse appaiono perfette per essere riempite di rifiuti, giacché le discariche di Tufino e Chiaiano si stanno esaurendo. Poco importa se le cave si trovano all’interno del Parco Regionale. La discarica, intanto, dovrebbe essere ubicata a Quarto, al confine col Comune di Pozzuoli, in una cava dismessa di cui è possibile ammirare il panorama lungo l’autostrada in direzione Roma.

Fonte: terranews.it

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