di Rossella Anitori

LAZIO. Il progetto della giunta Polverini arriva a Bruxelles. Il presidente regionale dei Verdi Bonessio: «È un piano tattico e non tecnico. Nessuna inversione di rotta rispetto al passato».
ll piano dei rifiuti della Regione Lazio approvato lo scorso 19 novembre dalla giunta Polverini verrà presentato oggi a Bruxelles. L’obiettivo è quello di chiudere le infrazioni comunitarie. Lo ha detto ieri l’assessore ai rifiuti della Regione Lazio Pietro Di Paolo durante l’audizione dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti. «Nel piano – ha assicurato Di Paolo – verrà affrontato il programma per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti che la Regione prevede di varare tra febbraio e marzo. E verranno previste risorse imponenti per la raccolta differenziata». Ma ci sarà bisogno, ha sottolineato l’assessore ai Rifiuti della regione con la discarica più grande d’Europa anche di «nuova capacità termica», di costruire cioè altri impianti di incenerimento rifiuti.

A questo proposito la Regione ripone tutte le sue speranze nel ribaltamento della sentenza del Tar in merito all’impianto di Albano. «Attendiamo il Consiglio di Stato» ha detto Di Paolo, nonostante la realizzazione dell’inceneritore non sia stata bocciata per errori burocratici ma per questioni di merito – nella sentenza del Tar si parla di pressioni indebite dal punto di vista politico-istituzionale e di inadempienza per quel che riguarda la tutela della popolazione che vive nell’area – la Regione fa il tifo per il Coema, la cordata guidata da Manlio Cerroni, proprietario della discarica di Malagrotta e monopolista della gestione rifiuti nel Lazio. «Alla Regione Lazio predicano in un modo e razzolano nell’altro – dice Nando Bonessio, presidente regionale dei Verdi -. Sperano di non incappare in ulteriori sanzioni dal parte dell’Unione europea ma non smettono di concedere proroghe alla discarica di Roma, dicono di voler puntare sulla raccolta differenziata ma non sono disposti a rinunciare agli inceneritori».

Le affermazioni di Di Paolo rivelerebbero secondo Bonessio, che il Piano rifiuti della Regione Lazio è stato costruito per rispondere alle sanzioni dell’Unione europea, ma nei fatti non comporta alcun cambiamento sostanziale. «Si tratta di un piano tattico e non di un piano tecnico – aggiunge il presidente regionale dei Verdi -. La Regione non può fare a meno di attenersi alle direttive comunitarie in materia di rifiuti. La raccolta differenziata è d’obbligo, ma dove sono i fondi di cui parlano? ». Dietro gli annunci altisonanti non ci sarebbe dunque alcuna inversione di rotta: «Gli inceneritori non rappresentano in alcun modo la risposta al problema dei rifiuti, costruire un impianto del genere richiede tempo e denaro: gli investimenti sono enormi e i tempi che già di per se non sono brevi, rischiano di allungarsi ulteriormente data la crescente opposizioni dei cittadini preoccupati per le ricadute sanitarie».

Fonte: terranews.it

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