di Francesco Iacotucci

Mentre a Napoli si continua a discutere su dove andare a sversare nei prossimi mesi, a Tufino, comune a nord-est di Nola, potrebbero sorgere sia il primo impianto di trattamento meccanico manuale della provincia di Napoli sia una discarica da circa 500.000 tonnellate.

L’impianto di trattamento meccanico manuale dovrebbe sorgere nell’impianto Stir di Tufino, dove oggi vengono tritovagliati i sacchetti raccolti a Napoli, cioè viene separata la frazione umida da quella secca, per inviarli rispettivamente in discarica o all’inceneritore.

La commissione ambiente della provincia di Napoli è andata a visitarlo per verificare la possibilità di modificare una delle linee in modo da trasformare il residuo secco (ciò che rimane dopo aver raccolto separatamente umido, plastica, vetro, carta etc..) in materia cosiddetta di seconda vita. Un impianto del genere è già realizzato a Vedelago (Treviso) ed un altro è in via di realizzazione anche in provincia di Benevento.

Da una valutazione di massima, i risultati sono promettenti: infatti gli spazi disponibili sono sufficienti per gli ulteriori macchinari necessari, ed inoltre una delle tre linee è già isolata dalle altre due, perciò si potrebbe utilizzare senza grandi variazioni. Questa linea è inoltre attualmente ferma per manutenzione, quindi sarebbe proprio il momento ideale per implementare le variazioni permettendo di riciclare fino al 95% di materia.
Altra fase su cui si sta lavorando nell’impianto di Tufino è quella del trattamento della frazione umida: è infatti già in funzione la sezione per la sua stabilizzazione ed è prevista un’ulteriore fase di vagliatura del materiale stabilizzato per eliminare altre impurità, per lo più plastiche, al fine di produrre materiale che sia classificabile con la sigla cer 190503 (compost fuori specifica), utilizzabile anche per risanamento ambientale.

Questi lavori ed il materiale prodotto sono entrati in pieno nelle trattative per l’apertura di una discarica nella zona dello Stir. I sindaci infatti si sono resi disponibili a discutere dell’eventuale apertura di una discarica a patto che sia previsto il solo sversamento di frazione umida tritovagliata e stabilizzata. Quindi niente “tal quale” e niente “umido non trattato”: si tratta di una richiesta largamente condivisibile, considerando che i comuni limitrofi sono tra quelli che più si impegnano per la raccolta differenziata e sicuramente faranno di tutto per alimentare a pieno regime la linea di recupero materia.

I sindaci del Nolano inoltre chiedono di vedere il piano rifiuti della Provincia, per capire che capienza e che bacino di utenza avranno i vari impianti e le discariche.

In questi giorni si discute della ripartizione dei (pochi) soldi che potranno essere impiegati proprio per gli impianti necessari per la chiusura del ciclo: la Provincia di Napoli dovrebbe aver stilato una lista. Se tale testo verrà realizzato, siamo impazienti di leggere quali soluzioni saranno previste e quali priorità saranno date per gli impianti di compostaggio e per quelli di recupero materia.

Anche la commissione europea chiede di conoscere il ciclo dei rifiuti previsto dalla Regione Campania: c’è in gioco la procedura d’infrazione ed i fondi bloccati (circa 400 milioni di euro).

Fonte: terranews.it

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