(Adnkronos) – “Quali le soluzioni? -si chiede la relazione- In questo contesto l’estrema ratio della norma penale assolve alla sua funzione di prevenzione generale e speciale e di retribuzione del male compiuto. Vanno potenziati gli strumenti di accertamento, sia nella fase preventiva, sia nella fase propriamente investigativa. Solo in questo modo e’ possibile avviare tutte quelle attivita’ di verifica che farebbero crollare, come un castello di sabbia, il sistema dell’illegalita’ che caratterizza il settore dei rifiuti nella Regione”. Il documento definisce “certamente meritoria la scelta del governo attuale della Regione siciliana di presentare presso gli uffici della Procura della Repubblica di Palermo un dossier nel quale sono stati evidenziati gli elementi di distorsione della procedura per l’aggiudicazione della gara concernente i termovalorizzatori”, perche’ “la gestione della criminalita’ organizzata dell’intero ciclo dei rifiuti in Sicilia, attraverso la realizzazione e la gestione dei termovalorizzatori, avrebbe avuto conseguenze disastrose non solo per l’economia del settore, ma soprattutto per la salute dei cittadini italiani e per l’ambiente”. Infine la commissione definisce “assolutamente inutile, anzi deleteria, la dichiarazione dello stato di emergenza e la nomina di un commissario delegato, come peraltro avvenuto in passato senza alcun risultato, se non quello di alimentare l’emergenza medesima e quindi l’inefficienza del settore. La strada da seguire e’ allora quella della rigorosa applicazione delle norme, del potenziamento dei sistemi di controllo esterni ed interni, della formazione della Polizia giudiziaria specializzata ed attrezzata per questo tipo di indagini, della applicazione delle sanzioni penali, della possibilita’ per l’autorita’ giudiziaria di utilizzare tutti gli strumenti investigativi” previsti per la ricerca della prova.

Fonte: Adnkronos

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