(s.s.) Venerdì mattina la viabilità intorno a Montichiari, in provincia di Brescia, sarà difficoltosa. Lo ha annunciato, e promesso, il comitato Sos Terra che per quel giorno, intorno alle 8,30, ha previsto un corteo di trattori lumaca fra la zona della Fascia d’oro, il centro di Montichiari e la frazione di Vighizzolo. La manifestazione potrà ospitare al massimo 20 veicoli lenti, così come concordato con la questura, ma creerà comunque disagi alla cittadina e avrà ripercussioni sul traffico.
“Abbiamo deciso questa manifestazione per ricordare alla Provincia che siamo ancora in attesa di essere convocati in commissione ed essere ascoltati”, ha spiegato a quiBrescia.it il presidente dell’associazione Gigi Rosa. Il comitato avrebbe dovuto essere protagonista il 21 dicembre scorso della commissione provinciale Ambiente, ma poco prima la convocazione è stata rimandata a data da destinarsi.
“Abbiamo già mandato diversi solleciti per chiedere di nuovo l’audizione, ma ancora non ci hanno risposto”, ha detto Rosa. Da qui l’idea di questa azione disturbatrice per richiamare l’attenzione. Contemporaneamente, nella zona vicino all’edicola di Vighizzolo, verrà istituito un presidio ed è lì che faranno ritorno camion e trattori al termine del corteo.
Il comitato, dopo essere stato convocato cinque volte al Pirellone per discutere della petizione, con 8.297 firme, che vorrebbe fermare le discariche a Montichiari, vorrebbe poterne parlare anche con i consiglieri provinciali che invece fino a oggi non hanno mai ascoltato in commissione i suoi rappresentanti. “Per questo continueremo ad insistere”, ha promesso Rosa.

Cosa chiede il comitato
Sos Terra Montichiari è composto da residenti, per lo più della frazione di Vighizzolo. Qui, fra un capannone industriale e l’altro, qualche casa sparsa e i campi, la cosa che più salta all’occhio sono gli immensi buchi nel terreno. Ex cave, future discariche. È questo binomio che i membri dell’associazione, nata meno di un anno fa, vorrebbero rompere una volta per tutte.
Perché se tutte le ex cave di sabbia divenissero discariche, Montichiari diventerebbe la pattumiera della Lombardia. Loro ne sono convinti, ma è vero che fra Fascia d’oro e Vighizzolo si perde il conto di questi grandi buchi silenziosi. Già oggi, hanno calcolato Rosa e i suoi, nel territorio sono stati tumulati, o lo saranno presto, 15 milioni di metri cubi di rifiuti. Fra esaurite, tutt’ora operative e in attesa di autorizzazione, Montichiari conta 14 discariche. “Speciali”, “tossico-nocivi”, “rifiuti pericolosi”, “cemento-amianto” e “assimilabili agli urbani” sono le classificazioni.
I membri dell’associazione si sono detti pronti anche a costruire barricate pur di proteggere il proprio territorio da altre violazioni. Non perché ritengano necessariamente queste discariche nocive o sbagliate, sebbene a giugno del 2010 la controllatissima Cava verde di A2A abbia preso fuoco in tre punti diversi, ma perché “il territorio di Montichiari è già saturo. Abbiamo già dato fin troppo, è ora di dire basta”.

Cosa ne pensa il comune
Nei mesi scorsi il comitato ha chiesto al comune la possibilità di finanziare un grande progetto, a cura dell’ingegnere Giuseppe Magro, di monitoraggio ambientale, ma è ancora in attesa della risposta.
“A Montichiari abbiamo già fatto numerosi monitoraggi e continueremo a farne”, ha assicurato il sindaco Elena Zangola, la quale ha ribadito però che sarà “l’amministrazione a scegliere il professionista che più riterremo adatto”. Il primo cittadino ha anche ricordato che circa un anno fa è stata approvata in consiglio una delibera per blindare il territorio dalla costruzione di future discariche. Ma per quelle il cui iter autorizzativo è già iniziato anni fa “non potremo fermare nulla”.
Anche se l’importante partita del piano d’area dell’aeroporto è ancora aperta, e in attesa della configurazione di quest’ultimo alcune istruttorie si sono arenate. Come ad esempio quella per Cava verde 2 – Montichiariambiente, richiesta per 1.990.000 metri cubi di rifiuti solidi urbani.
“Questa richiesta è in corso da otto anni”, ha specificato Zanola, “e con A2A non ne abbiamo più parlato. Dopo tanto tempo non sappiamo se il progetto è rimasto lo stesso, se ne parlerà quando sarà sbloccato il piano d’area”.

Fonte: quibrescia.it

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