«Siamo di fronte ad un vero e proprio scandalo che si trascina da circa una ventina d’anni. Una vergogna nazionale di cui hanno parlato in tutto il mondo e che, in parte, continua a non trovare soluzioni adeguate»: la parlamentare Mara Bizzotto porta nuovamente i rifiuti della Campania alla discussione nella seduta plenaria del Parlamento europeo. In aula, infatti, si discuterà l’interrogazione che Bizzotto ha presentato insieme ad altri eurodeputati della Lega Nord. «L’emergenza rifiuti a Napoli e dintorni ha responsabilità politiche ben precise, da addebitare – ha affermato la parlamentare leghista – a quello stuolo di amministratori locali che per anni hanno dimostrato totale incapacità e latitanza nell’affrontare il problema. E il caso rifiuti dimostra, una volta di più, l’abisso che esiste tra il Nord e il Sud del Paese». Nell’interrogazione Bizzotto, oltre a chiedere alla Commissione la lista ufficiale dei fondi europei stanziati negli ultimi 20 anni a favore della Campania per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, sollecita ufficialmente un intervento diretto della Ue perché siano controllate e verificate minuziosamente le modalità con cui sono stati spesi questi finanziamenti europei da parte delle autorità locali. Con quella della Bizzotto saranno discusse anche le interrogazioni presentate da gruppi dei Socialisti (S&D) e dei Verdi (Verts/Ale). E sulla vicenda interviene l’onorevole Erminia Mazzoni (Ppe-Pdl), presidente della Commissione per le petizioni del parlamento europeo che nello scorso mese di marzo organizzò una missione in Campania. Una missione che si concluse, tra l’altro, con l’indicazione di non aprire un nuovo sito (Cava Vitiello) nel parco nazionale del Vesuvio. «Ancora una volta pregevoli colleghi di altri paesi si prestano al tentativo del PD e dei Verdi di ottenere attraverso l’Unione Europea una remissione dei loro peccati, gettando ombre sull’attuale governo», sostiene la Mazzoni che continua: «Una questione evidentemente strumentale, considerato che la giunta Caldoro, insediatasi da meno di otto mesi, ha predisposto quasi tutti gli atti che il governo Bassolino avrebbe dovuto approvare nei 10 anni e più di governo di sinistra. C’è un accanimento illogico e insopportabile che vede protagonisti, purtroppo, anche i leghisti, dal momento che le domande poste con le interrogazioni hanno già trovato risposte nella procedura in corso davanti alla Commissione Europea». L’Italia è stata condannata per le infrazioni contestate nel 2007.

Fonte: il mattino

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