IL CASO. L’Agenzia regionale ha concluso l’indagine sulle emissioni inquinanti nel quartiere est: pur con alcune criticità, i valori restano all’interno dei limiti europei
Sesana (Arpa): «In altre realtà europee ci sono valori molto più elevati» Avalli (Codisa): «Chiediamo che la Loggia pensi alla salute dei cittadini»PAOLA VILARDI

Che acciaierie e inceneritori producano diossine è realtà nota. Non si può che limitarne le quantità. Ora uno studio Arpa dice che le concentrazioni prodotte al suolo da Alfacciai e dall’inceneritore di A2A «sono all’interno della fascia dei valori guida europei fatti propri dall’Istituto superiore di sanità». Riassume così, il direttore della sezione bresciana Giulio Sesana, il risultato dell’indagine condotta nella zona dopo la contaminazione riscontrata nel 2007 in un campione di latte vaccino proveniente dall’Istituto Pastori di viale Bornata.
Anzi, Sesana aggiunge che i valori riscontrati in Europa intorno a impianti simili sono «spesso sensibilmente più elevati di quelli bresciani». E per quanto riguarda Alfacciai sottolinea che i risultati bresciani «sono in larga misura dovuti agli interventi di contenimento effettuati a suo tempo sul camino dello stabilimento». In sostanza l’acciaieria «dà emissioni ampiamente sotto il valore limite fissato dalla legge – precisa – e la stessa cosa vale per il camino dell’inceneritore di via Codignole».
Però lo studio annota pure che la raccolta dei dati è stata effettuata in un periodo di forte recessione economica, che ha provocato minore produttività induistriale e minori flussi di traffico. Quindi «le deposizioni misurate potrebbero risultare sottostimate rispetto ai valori standard». I camini industriali bresciani non fanno miracoli, e pur con impianti in perfetta norma non si comportano tanto diversamente dai cugini europei.
Le diossine e i furani (anche il Pcb), insomma, sono confermati. Bisogna solo capire quanto le loro concentrazioni al suolo e nell’aria siano pericolose per la salute. Per un giudizio nel merito alcuni studiosi europei hanno sviluppato «valori guida» considerando i valori di dose tollerabile per l’organismo umano stabiliti dall’Ue e dall’Organizzazione mondiale della sanità. E hanno fissato la quantità di deposizione tra 8 e 15 Picogrammi (Pg) per metro cubo al giorno. La tabella mostra come salvo un paio di sforamenti nel settembre-ottobre 2009 e nel marzo-aprile 2010, «la situazione di San Polo è ampiamente nei limiti», assicura Sesana.
Non ci sarà allarme, ma con diossine e furani non si può far finta di nulla. I risultati dell’indagine che il direttore Arpa non esita a definire «all’avanguardia in Europa», sono stati esaminati l’altro ieri all’interno dell’Osservatorio Alfacciai, e l’assessore all’Ambiente in Loggia Paola Vilardi promette la «massima attenzione» a valutarli insieme ad Arpa e Asl. «Sono dati che confermano una situazione attesa – sottolinea Vilardi – e siccome non esistono per legge valori di riferimento valuteremo con gli enti preposti cosa fare».
C’È CAUTELA, nella valutazione, anche da parte delle associazioni ambientaliste. Per ora Gabriele Avalli del Codisa (Comitato difesa salute e ambiente di San Polo), si limita a constatare che «anche uno stabilimento a norma da tutti i punti di vista, con un camino capace di due milioni di metri cubi all’ora di emissioni, nel tempo deposita le quantità rilevate dallo studio». Chiede all’Amministrazione comunale la «massima attenzione e l’uso di tutti gli strumenti necessari per salvaguardare la salute dei cittadini», con l’invito ad «approfondire le scelte che intendono fare a San Polo». E sollecita gli enti preposti a «spiegare la situazione alla città e tranquillizzare i cittadini del quartiere».
Lì i valori degli inquinanti sono di certo più elevati rispetto al resto della città. E lo dimostra pure la tabella sulle quantità di Pcb, anche se per Sesana «sono prive di valori di rifermento» e dunque poco significative. Certo è – afferma lo studio – che anche il Pcb è dovuto alla presenza industriale in quella zona, «probabilmente insieme alla contestuale presenza di grandi arterie come la tangenziale sud e l’autostrada A4». Comunque, «adesso abbiamo uno strumento di conoscenza molto potente per stimare le concentrazioni emesse da un camino industriale – sottolinea il direttore Arpa -, possiamo capire ciò che è stato emesso partendo da quel che è depositato». Capire quante diossine o altri inquinanti si depositano su un’insalata che cresce nel campo non è cosa da poco. Non a caso un’indagine simile si sta conducendo a Odolo.
In città, le indagini si sono sviluppate nell’arco di due anni, a partire dalla seconda metà del 2008 e fino ai primi mesi del 2010, e hanno preso in considerazione terreni e aria. In particolare sono state studiate le deposizioni al suolo del particolato emesso dai camini industriali, con uno studio che è novità assoluta per il nostro Paese. Nella zona esaminata insistono 4 realtà produttive particolarmente significative. Ma si sono prese in esame le emissioni di Alfacciai e dell’inceneritore di A2A. Non è stato possibile valutare quelle di Eredi Gnutti per i notevoli fermi dell’attività produttiva. E Systema Ambiente è stata esclusa «per i modesti flussi delle emissioni».
NEL CAMPO di proprietà comunale che si affaccia su via Merisi, in via Zammarchi e in via Cantore sono stati sistemati dei «deposimetri», sorta di imbuti dotati di filtro, in grado di assorbire diossine e Pcb. I dati raccolti hanno permesso di stimare la deposizione annuale/mensile, confrontare la qualità delle deposizioni con quelle di fonti note, valutare la potenziale contaminazione dei foraggi e delle colture.
Tra i risultati, la conferma che il profilo qualitativo di Pcb e diossine è «riconducibile genericamente alle attività di seconda fusione», e che l’acciaieria è «la sorgente principale dei contaminanti della zona». Tuttavia la stessa azienda – riconosce lo studio – ha adottato nel 2009 e 2010 «azioni di affinamento e miglioramento con ulteriore limitazione della massa dei microinquinanti». Per ora, insomma, pare che meglio di così non si possa fare.
Mimmo Varone

I dati della rilevazione: http://www.bresciaoggi.it/galleries/Fotogallery/fotodelgiorno/253674/

Fonte: bresciaoggi.it

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