Manfredonia – IL Comune di Cerignola ha preso contatti con l’avvocato Tommaso Esposito di Acerra per portare un ricorso speciale al Presidente della Repubblica (Consiglio di Stato) al fine di bloccare il cosiddetto “inceneritore Marcegaglia“, attualmente in costruzione in contrada Paglia a Manfredonia. Ma il tempo stringe. Il termine è il 12 febbraio, vale a dire 120 giorni dopo la notifica dell’AIA al Comune di Cerignola. Il ricorso dovrebbe basarsi, secondo indiscrezioni, sull’impugnazione di presunte irregolarità nelle conferenze di servizi e su problemi tecnici del progetto.

RICOSTRUZIONE VICENDA – Si ricorda che lo scorso 24 giugno 2003 l’E.T.A. S.p.a. (Gruppo Marcegaglia) aveva siglato un Accordo di Programma con la Regione Puglia e il Comune del Manfredonia per la realizzazione di un impianto industriale di energia elettrica da fonti rinnovabili, tramite l’impiego di biomasse. Il 12 marzo 2009 veniva espresso, da parte della Regione Puglia, parere favorevole alla compatibilità ambientale per tale impianto, consentendo, però, anche l’utilizzo di CDR (Combustibile Derivante da Rifiuti). Di conseguenza, in 6 anni, una struttura nata per produrre energia da fonti rinnovabili si trasformava in un termo distruttore di rifiuti. Lo stesso Accordo di Programma consentì una variabile urbanistica della zona dove il “termovalorizzatore” è in costruzione: da agricola a industriale.

Nel frattempo, una legge (296/2006) stabiliva che lo stesso CDR derivante da rifiuti urbani venisse inserito nella categoria delle “biomasse da rifiuti parzialmente biodegradabili”, quindi come una fonte rinnovabile di energia. Infatti, secondo un documento dell’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia datato 5 maggio 2010 indirizzato al Comune di Manfredonia l’utilizzo del combustibile derivante dai rifiuti non avrebbe “variato il processo produttivo, né il dimensionamento, né l’impatto ambientale dell’Impianto”. E in 6 anni si è provveduto, inoltre, quasi a quintuplicare la potenza dell’impianto E.T.A. rispetto al progetto iniziale. Questa modifica consentì, di fatto, al Gruppo Marcegaglia, che controlla una buona fetta del business dei rifiuti in Puglia, di percepire i fondi UE per le energie rinnovabili. Soldi pubblici per interessi privati legati allo smaltimento dei rifiuti.

RICCARDI:“NON CI SONO LE CONDIZIONI PER IL BLOCCO” – Lo scorso 4 gennaio il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi ha risposto alla lettera che il Comitato Spontaneo contro l’inceneritore di Capitanata Cerignola aveva protocollato al Comune nella quale si chiedeva di riesaminare l’autorizzazione sanitaria al “termo valorizzatore” attualmente in costruzione in contrada Paglia. Nella lettera Riccardi sottolinea “il ruolo del tutto residuale del Comune di Manfredonia” evidenziando, al contempo una totale fiducia negli studi di impatto ambientale precedentemente condotti (VIA e AIA) dalla Regione oltre “all’impiego, da parte del soggetto proponente, delle Migliori Tecnologie Disponibili” e, per tali ragioni, “l’Amministrazione non ritiene che sussistano le condizioni per l’esercizio del potere di ritiro in relazione al parere reso dal Comune nell’ambito del procedimento dell’AIA”.

LA RISPOSTA DEL COMITATO, LOGUERCIO: “CI SONO DELE RESPONSABILITA’ DA RISPETTARE” – “La legge italiana Le conferisce precise responsabilità circa l’impianto in questione”, spiega Matteo Loguercio del Comitato contro l’inceneritore di replica. “Proteggere un Ambiente salubre per la propria comunità, è uno dei compiti principali per un Amministratore. Compito a tutela di un diritto costituzionale, in quanto il diritto a vivere dentro un ecosistema sano, proficuo per la buona salute degli uomini e degli esseri viventi, presenti e futuri, è riconosciuto come un diritto inviolabile dell’uomo (art. 2 e 32 Cost.).” “Come ricordato nella precedente lettera, dal Piano Regionale Qualità dell’Aria (che vede tra gli autori proprio l’Arpa, Ente che ha dato parere favorevole all’impianto(sic!)), rileviamo che il Comune di Manfredonia, Foggia e Cerignola, hanno una qualità dell’aria compromessa (Fascia C), sul cui territorio vi sono superamenti dei Valori Limite da traffico veicolare e da impianti assoggettabili alla normativa IPPC.

“Questi Comuni – continua Loguercio – devono obbligatoriamente presentare domanda di finanziamento per il ripristino di una qualità dell’aria accettabile. Ecco, in questo contesto, si va ad installare un impianto che a fronte di 1tonn. di CDR bruciato, emetterà 1tonn. di fumi, sottoforma di gas e polveri, in aggiunta alle ceneri solide e volanti”. “Per cui – aggiunge – non definirei il Suo compito residuale, vista l’ampia letteratura, italiana ed internazionale, in termini di inquinamento in seguito alle ricadute di un impianto di incenerimento”. “Quando i cittadini, non solo del Comune di Manfredonia, ma anche dei paesi limitrofi, colpiti dagli effetti di questo impianto inquinante, chiederanno i danni per attentato alla propria salute, al patrimonio e danni esistenziali, avranno come obiettivo tutti coloro che hanno rilasciato le autorizzazioni, tra i quali proprio il Sindaco di Manfredonia”.

LE NORME UE SULL’INCENERIMENTO – L’Unione europea (UE) dispone misure intese a prevenire o ridurre l’inquinamento dell’atmosfera, dell’acqua e del terreno provocato dall’incenerimento e dal coincenerimento dei rifiuti e i relativi rischi per la salute umana. Tali misure impongono in particolare l’ottenimento di un’autorizzazione per gli impianti di incenerimento o di coincenerimento e limiti per le emissioni di taluni inquinanti scaricati nell’atmosfera e nell’acqua. I valori limite di emissione per gli impianti di incenerimento devono essere, per legge, costantemente monitorate in quando possono provocare danni anche gravi alla salute pubblica. Essi concernono i metalli pesanti, le diossine e i furani, il monossido di carbonio (CO), le polveri, il carbonio organico totale (COT), il cloruro di idrogeno (HCL), il fluoruro di idrogeno (HF), il biossido di zolfo (SO2) e gli ossidi di azoto (NO e NO2).

PRIMA GLI INCENERITORI, POI LA DIFFERENZIATA -Il completamento della “rete impiantistica di trattamento dei rifiuti sul territorio pugliese” è diventata, negli ultimi mesi, una priorità assoluta per la giunta capitanata da Nichi Vendola, anche e soprattutto in previsione delle 45 mila tonnellate di rifiuti che arriveranno nei prossimi 3 mesi dalla Campania. L’obiettivo è la predisposizione e l’attuazione di un Piano regionale per la riduzione della produzione dei rifiuti, affiancando tale attività all’incentivazione della nascita di ecopunti per la promozione del riutilizzo e del riciclo dei rifiuti. Peccato che gli incentivi per la raccolta differenziata siano stati stabiliti solo dopo e non prima l’approvazione regionale dei 3 inceneritori di marca “Marcegaglia” nel territorio pugliese.

a.delvecchio@statoquotidiano.it

Fonte: statoquotidiano.it

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