Romano: “Disgustato dai continui piagnistei”
di CONCHITA SANNINO

Se c’è stato un bluff, cadrà nelle prossime ore. Comincia la settimana decisiva sulla crisi rifiuti. In assenza di indicazioni certe sui siti in cui sversare, la città di Napoli potrebbe tornare sotto lo spettro dei cumuli già da domani, come teme il Comune di Napoli? Oppure le province di “Avellino e Benevento continueranno a tenere fede alla loro parola”, come assicura l’assessore regionale Giovanni Romano, che si dice “ormai seccato dai continui, infondati piagnistei del Comune”?

Romano, anzi, usa parole forti: “Basta con questo gioco a sollevare grida di dolore. La Regione organizza i flussi, ma io non sono il capo-monnezzaro di tutta la Campania. E sono stanco e un po’ disgustato da questa presa di distanza. Il Comune di Napoli, invece di gridare alla crisi continuamente, metta in pratica le due uniche cose su cui si è impegnato a Palazzo Chigi: organizzi immediatamente un sito di trasferenza per far fronte ai periodi di difficoltà e lavori sulla raccolta differenziata”.

Nelle prossime ore, questo è certo, si capirà se gli accordi raggiunti a Palazzo Chigi (il 30 dicembre ed il 4 gennaio scorsi) sulla solidarietà delle province campane sono stati una misura tampone salva-feste oppure un piano più articolato che porterà il territorio almeno fuori dall’emergenza più acuta, quella che ha ricoperto con una coltre di immondizia Napoli e l’intera provincia per più di cento giorni consecutivi.
D’altro canto, in città resistono i cumuli in alcune zone di crisi, delimitate soprattutto ai quartieri periferici mentre nei comuni dell’hinterland sono ancora 5 mila le tonnellate abbandonate in strada. Secondo l’assessore Romano, occorrono “altri dieci giorni per ripulire la provincia, perché non possiamo andare oltre le 500 tonnellate al giorno di recupero. Qui in Regione stiamo facendo un lavoro serio e scrupoloso, non sono di quelli che dicono “in tre giorni tutto sarà pulito””.

Più preoccupato per l’immediato futuro risulta l’assessore comunale Paolo Giacomelli. Oggi dovrebbe scadere l’agenda dei conferimenti dei rifiuti nei vari siti, così come stilata a Roma. E c’è il rischio che Napoli torni nel limbo dei mancati “indirizzi” cui portare i camion carichi. Secondo questo piano, è possibile solo fino a stasera – ricostruisce Giacomelli – “portare i rifiuti a Chiaiano, Santa Maria Capua Vetere e a Caivano. Ma dal giorno dopo (domani, ndr), non sappiamo cosa fare”. Incombe poi il pericolo di un graduale rallentamento degli sversamenti in periferia nord. “Alla discarica di Chiaiano – aggiunge Giacomelli – entrano solo 600 tonnellate a notte: è sempre più piena e le piazzole di scarico accolgono minori quantità”. L’assessore spiega: “La scorsa notte si è riusciti a conferire 600 tonnellate a Chiaiano, 300 a Santa Maria, altre 450 tonnellate sono rimaste sui 37 autocompattatori e abbiamo dovuto lasciarle lì in attesa di scaricare a Chiaiano”. Già oggi, potrebbero esserci giacenze in strada. “Quindi, se non ci verranno date indicazioni precise, la situazione peggiorerà nettamente”, è la previsione di Giacomelli.

Fonte: repubblica.it

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