Comunicato

La Rete dei Comitati vesuviani, nell’apprendere del nuovo gravissimo gesto criminale di incendiare il portone d’ingresso del Municipio di Boscoreale, esprime la propria ferma e decisa condanna, come rimarcato nel precedente episodio, nei confronti di un attacco vile e vergognoso al Palazzo comunale di Boscoreale, luogo simbolo della democrazia popolare e della rappresentanza democratica, cosa che non trova giustificazione alcuna e che deve essere condannato, speriamo da tutti, “senza se e senza ma”.
Con chi utilizza forme estreme di protesta, chi incendia i compattatori, chi picchia i conducenti, chi aggredisce le istituzioni ,chi inneggia alla repressione, non ha nulla a che spartire con l’azione della Rete dei Comitati vesuviani e di coloro che da anni rivendicano legittimamente, pacificamente e legalmente il diritto alla salute e alla salvaguardia del Parco Nazionale del Vesuvio.
Comprendiamo lo sgomento, ma certe dichiarazioni gratuite e fuorvianti servono solo a denigrare il grande impegno dei tanti cittadini che hanno consentito passerelle mediatiche “quotidiane” e la cancellazione della cava Vitiello dal novero delle discariche.
Se si hanno prove si vada dal magistrato e si denunci.
Altrimenti si aspetti doverosamente l’esito delle indagini e non si lancino accuse vergognose nel mucchio solo per denigrare chi sta sacrificando giorni e notti per far comprendere al mondo intero che livello di degrado ha raggiunto questo territorio soprattutto per enormi responsabilità di chi lo gestisce.
Possibile che nessuno abbia visto o udito nulla dell’azione vandalica?
Possibile che non vi siano telecamere di sorta nei pressi di un edificio così al centro di richieste e manifestazioni?
Rimaniamo comunque ancorati al principio di legalità e poniamo, da sempre, anche quando altri non erano convinti, piena fiducia nell’azione della magistratura.
Rimane lo sconcerto della diffamazione gratuita e vigliacca pronunciata nei confronti dei legittimi Comitati costituiti che lottano, spesso in solitudine, contro le discariche nel Parco Nazionale del Vesuvio, di cui si conoscono nome, cognome e paternità e che valuteranno eventuali azioni legali a tutela della propria e altrui onorabilità, e l’incomprensione di un gesto di vera e propria “rappresaglia politica” nei confronti di chi presidia un luogo simbolo della dignità, della legalità e della tutela ambientale del territorio vesuviano.
LA RETE DEI COMITATI VESUVIANI

Fonte: TorreSette.it

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