DISCARICA CHIAIANO

La discarica sotto il mirino della procura. Le rivelazioni dei pentiti aprono nuove piste: indagini su vendita terreni, bonifiche e appalti.

CHIAIANO. Visita alla discarica di Chiaiano. Ieri una delegazione di politici e ambientalisti ha varcato di nuovo l’entrata dell’ex poligono per verificare lo stato della cava. Al sopralluogo hanno preso parte il sindaco di Marano Salvatore Perrotta, il sindaco di Mugnano Giovanni Porcelli, l’assessore al Bilancio di Marano Gemma Infantocci, i consiglieri comunali di Marano Stefania Fanelli e Domenico Paragliola, il consigliere del Comune di Napoli Carlo Migliaccio e il dirigente dell’Area Ambiente e Territorio di Marano ing. Bruno Gagliardi, nonché i rappresentanti dei comitati civici antidiscarica Egidio Giordano, Antonio Musella e Ivo Poggiani. «Abbiamo effettuato questo nuovo sopralluogo – afferma il sindaco Perrotta – per verificare la tenuta delle condizioni di sicurezza nell’impianto, ma soprattutto con lo spirito di attesa per la ormai imminente chiusura della discarica. Attualmente si sversano circa 900 tonnellate al giorno. Ritengo che al massimo si possa arrivare a fine febbraio per raggiungere la saturazione della cava. Per noi è già cominciato il count-down. E soprattutto – conclude il primo cittadino di Marano – a nessuno vengano in mente strane idee: questo territorio ha già pagato un prezzo altissimo e non permetteremo che ci vengano chiesti ulteriori sacrifici. Siamo da sempre contrari alla logica delle discariche, ora più che mai. Questo territorio ha già dato e anche troppo».

Bonifica truffa a Chiaiano. Terriccio e poca argilla sul fondo della cava prima dell’apertura. Le rivelazioni dei pentiti aprono nuove piste. Sotto esame la vendita dei terreni, che hanno portato la famiglia Carandente – Tartaglia, a diventare i proprietari dell’area sulla quale sono stati realizzati gli uffici adiacenti alla cava e la complicata assegnazione dell’appalto. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Mattino, la discarica di Chiaiano è nel mirino della procura. Al centro delle indagini anche la bonifica del sito. Sotto controllo le ditte colluse e la concorrenza tra le imprese giocata tra pesanti ribassi d’asta e improvvise rinunce. Continua così la telenovela «La monnezza oro per la camorra».

Fonte: internapoli.it

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