La governatrice della Regione visita la discarica. Ipotesi proroga di tre anni in collaborazione con Provincia.

ROMA – «Qui ci sono tutte le condizioni per evitare una seconda Malagrotta, per arrivare a trattare quanti più rifiuti possibili e trasformarli in ricchezza per la città e per la regione insieme alla differenziata». Dopo la proroga all’attività della discarica più grande d’Europa – la quinta da quando nel 2007 la Ue ha chiesto all’Italia di chiuderla – ora arriva una specie di «fase 2» nella gestione dell’emergenza rifiuti romana. Lo dice la presidente della Regione Lazio Renata Polverini – mercoledì 12 dicembre in visita all’«Ottavo Colle» lungo la via Portuense assieme al proprietario del sito di smaltimento Manlio Cerroni – secondo la quale l’obiettivo da raggiungere è quello di «trattare più rifiuti possibili come fanno le regioni più avanzate che non hanno l’emergenza rifiuti. Noi per fortuna non siamo in queste condizioni». All’orizzonte c’è una collaborazione con l’opposizione e la Provincia di Roma: «Ho già incontrato il presidente della Provincia Zingaretti: mi pare che in questa partita dei rifiuti tutte le forze sociali e istituzionali vogliano andare avanti insieme».
CIOCCHETTI: PROROGARE PER TRE ANNI – Le parole della Polverini seguono quelle del vice presidente Luciano Ciocchetti secondo il quale la soluzione del problema rifiuti è «la costruzione di un sistema che proroghi Malagrotta per tre anni, perché non è possibile diversamente». Insomma, l’orientamento sembra quello di far funzionare meglio quel che già esiste, partendo proprio dall’«Ottavo Colle» e trovando la collaborazione dell’opposizione e del presidente della Provincia Nicola Zingaretti che ripete: «Io sto lavorando affinchè non ci sia più una discarica come quella di Malagrotta nè a Roma e nè in un comune della provincia. Lo sa il governo italiano, lo sa giunta regionale e lo sanno tutte le persone serie che si preoccupano di risolvere i problemi e non di crearli».
NUOVO GASSIFICATORE – In sintesi il progetto, che potrebbe trovare sponde bipartisan, è questo: costruire un nuovo gassificatore di piccole dimensioni che consenta la tritovagliatura dell’immondizia, in sostanza una sorta di pre-trattamento che consentirebbe al Cdr (combustibile da rifiuti) di essere bruciato a Malagrotta. Quanto alla localizzazione del nuovo impianto, in primis c’è da attendere la sentenza del Consiglio di Stato sull’ipotesi Albano. E semmai, in caso di bocciatura, si cercherà un accordo con un comune disponibile.
IL PD: POTENZIARE DIFFERENZIATA – Un piano non troppo distante da quello proposto dal Pd che – per bocca del segretario romano Marco Miccoli e del capogruppo regionale Esterino Montino – sostiene «il potenziamento della raccolta differenziata necessaria per il riuso dei materiali e l’utilizzo di tutti gli impianti autorizzati e realizzati. Solo in questo modo la chiusura di Malagrotta sarà possibile».
I VERDI: COSI’ FAVORISCONO IL MONOPOLIO – Secondo il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, dietro la proposta Polverini «ci sono interessi economici invece di una corretta e moderna politica di gestione dei rifiuti. L’unica certezza vista è la volontà di prorogare all’infinito il monopolio di Cerroni. Una scelta equivalente a un attentato alla salute dei cittadini della zona, che non sono stati incontrati dalla Polverini, visto che l’area è fortemente inquinata, come dimostrano le analisi delle falde acquifere».

DALL’«OTTAVO COLLE» ANCORA MIASMI – Intanto attorno all’«Ottavo Colle», l’aria resta irrespirabile: «Tanfo e miasmi arrivano a Corviale e Magliana – denuncia il consigliere Pdl del XV Marco Palma –. Ho chiesto l’intervento dell’Arpa per sapere se davvero l’immondizia che viene portata alla discarica venga effettivamente ricoperta».

Alessandro Fulloni

Fonte: corriere.it

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