No all’impianto a biomasse da 3,3 milioni a Tonao (RE)
di Antonio Calitri

In Emilia Romagna i grillini fanno sul serio e ottengono la loro prima vittoria politica guadagnando anche 3,3 milioni di euro e facendo scoppiare il Pd.

Dopo i primi sei mesi di rodaggio tra gaffe e folclore, la lista del Movimento 5 stelle che ha preso più voti in Italia alle ultime elezioni (un tondo 6%), è riuscita a far saltare la costruzione della centrale a biomasse di Tonao (Reggio Emilia) e a far mettere contro l’assessore provinciale all’ambiente Mirko Tutino (Pd) con quello regionale le alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli (sempre Pd).
Con il responsabile della giunta di Vasco Errani che non solo a sconfessato il suo collega di partito ma ha pure deciso di spostare i finanziamenti che dovevano servire per la centrale, ai progetti proposti dai grillini per impianti di compostaggio e pannelli fotovoltaici.

Un evento che al di là dello specifico valore della diatriba, fa compiere un salto di qualità ai grillini, fino ad ora considerati soltanto un movimento di disturbatori e che ora invece vengono ascoltati e possono avvicinarsi addirittura alla maggioranza del governatore Errani.
I grillini emiliani non erano partiti col piede giusto nell’avventura regionale scivolando sulla richiesta di rimborso elettorale che Beppe Grillo aveva sempre denunciato e che loro (per un equivoco, dichiararono una volta scoperti) ne avevano fatto domanda. Dopo l’estate però, il partito che fa riferimento al consigliere regionale Giovanni Favia, ha scelto un profilo nazionale basso e si è concentrato sul territorio e sulle battaglie storiche del comico. Dall’acqua pubblica all’energia e al ciclo dei rifiuti.

A Toano, in provincia di Reggio Emilia avevano contrastato e più volte denunciato il progetto della costruzione di una centrale a biomasse che avrebbe dovuto trasformare in energia la legna del sottobosco provinciale, una filiera cortissima. Soltanto che la centrale per andare a regime doveva bruciare 50 mila tonnellate di legna l’anno mentre nella provincia reggina gli scarti ammonterebbero ad appena 2.600 mila tonnellate.

Quindi per funzionare, avrebbero dovuto «approvvigionare la centrale con materiale nel raggio di 70 chilometri dalla stessa: da Bologna a Massa, a La Spezia, Parma, Modena tanto per intenderci. Alla faccia della filiera reggiana», ha denunciato Favia.

Filiera che invece era alla base del progetto dell’assessore provinciale Tutino. Scoperto l’inghippo grazie ai grillinii, l’assessore regionale Muzzarelli, democratico come il collega provinciale, non solo ha chiuso la pratica ma ha pure detto che «la Regione si dichiara favorevole a finanziare, mantenendo lo stesso importo di finanziamento altri interventi di carattere energetico,quali ad esempio alcuni impianti di compostaggio e tetti fotovoltaici». Esattamente quelli proposti dai grillini.

Fonte: italia oggi

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