La situazione emergenziale dei rifiuti della città di Napoli sembra in questi giorni essersi placata, grazie al lavoro svolto dai militari Italiani durante le feste, attività che continuerà come previsto fino al 31 gennaio. Questa mattina però, dall’alto dei palazzi del potere Napoletani e, alla vigilia della chiusura delle discariche della provincia di Caserta ai rifiuti di Napoli, sono arrivati veloci i primi timori e le prime dichiarazioni. Il sindaco Rosa Russo Iervolino, durante l’inaugurazione di una scuola a Scampia, ha dichiarato: “non so ancora dove andremo a sversare. Speriamo di non tornare alla situazione dei giorni e delle settimane scorse, ma ho il timore che possa accadere”.

E la fatidica data è arrivata. Da adesso, la Provincia di Caserta dice stop ai rifiuti del Napoletano.
Ma le questioni poste sul tavolo dal sindaco riguardano anche un’altra situazione, quella dell’utilizzo dell’esercito per le strade, per più di una mansione: la raccolta dei rifiuti, il trasporto dell’umido nelle altre regioni, e la sorveglianza delle zone a rischio e delle zone di scarico. Alla sua richiesta di chiarimento al governo riguardo il futuro dei rifiuti Napoletani, e per richiedere il prolungamento dell’ utilizzo dei “ ragazzi con le stellette” si è unita anche la voce del Presidente della provincia Cesaro, il quale ha dichiarato “ Ho chiesto formalmente che il termine del 31 gennaio per la loro missione nella provincia di Napoli venga prorogato di almeno sei mesi, ma non ho ricevuto ancora nessuna risposta”. Nessuno risponde, e nessuno riesce a immaginare che situazione vivrà Napoli nel prossimo futuro, cioè da domani in poi . La Iervolino continua : “Lo spirito non e’ di non attuare il piano di Palazzo Chigi, ma di creare le condizioni migliori” . La paura della gente è forte. E adesso, che cosa accadrà? Dove andranno le 700 tonnellate quotidiane che i siti disponibili (Chiaiano, Caivano, Tufino e Giugliano, saturi e malridotti), non hanno la possibilità di ricevere?

Fonte: il levante

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