Il Comune di Napoli è stato autorizzato a utilizzare ancora per una settimana lo Stir di Santa Maria Capua Vetere, ma il piano strategico globale ancora non c’è. Ancora polemiche tra il sindaco Iervolino e l’assessore regionale all’Ambiente, Romano. In città la situazione si è quasi completamente normalizzata, in provincia invece non ci sono segni di miglioramento, soprattutto nei centri flegrei e nell’area Nord

di CARLO FRANCO

Sette giorni di respiro, sia pure con la mascherina: il Comune di Napoli è stato autorizzato a utilizzare ancora per una settimana lo stir di Santa Maria Capua Vetere. “È davvero una bella notizia”, commenta l’assessore Giacomelli, “e arriva, forse, anche in conseguenza del clima più disteso che si instaurato con la Provincia. È chiaro che l’attesa vera riguarda il piano strategico globale che ancora non c’è, ma vivendo alla giornata tocca accontentarsi di questa proroga a tempo”.
Il sindaco Iervolino e l’assessore regionale all’Ambiente, Romano, invece, continuano a polemizzare.

Romano ha (ri) utilizzato l’invettiva che lanciò nel corso dell’intervista a “Repubblica” – “Il Comune la smetta con il pianto greco, per sua colpa Napoli ha rischiato di annegare nell’immondizia” – e il sindaco risponde: “Lui pensi alla raccolta e scongiuri una nuova crisi che è davvero possibile. Pensare di punire i cittadini che non pagano la Tarsu staccando loro la luce non è quel che si dice una idea geniale e tra, l’altro, fa perdere di vista all’assessore il problema, quello sì importante, di organizzare in maniera virtuosa il ciclo dei rifiuti, che è un dovere ineludibile della Regione”. “Non è vero – replica ancora Romano – è compito del Comune e noi ci stiamo sostituendo al sindaco che non ha neanche organizzato il piano per la raccolta differenziata che il ministero dell’Ambiente ha più volte sollecitato”.

La schermaglia tra i due Palazzi si è riproposta nel giorno in cui a Roma le istituzioni napoletane hanno iniziato il confronto con i tecnici dei ministeri dell’Interno, delle Finanze e dell’Economia sullo spinosissimo problema dei debiti accumulati dagli enti locali nella gestione dei rifiuti. Tutto è rinviato, naturalmente, a riunioni successive, anche se l’assessore Romano e il presidente dell’Anci, Daniele, hanno sollecitato una soluzione che scongiuri la paralisi.

Girando la città, intanto, si percepisce che la situazione – tranne che a Scampia dove l’immondizia ostruisce la porta d’ingresso del campo rom, come denunciano i padri gesuiti – si è pressoché normalizzata (“Cento tonnellate in strada a Napoli sono la normalità”, commenta l’assessore) ma in provincia le cose vanno malissimo e, se possibile, peggio dei giorni scorsi. Soprattutto nei centri flegrei e nell’area Nord. E qui si ripropone l’urgenza di una risposta affermativa all’appello di prolungare almeno di sei mesi la presenza dei militari. Che non possono raccogliere grandi quantitativi di rifiuti perché non dispongono di autocompattatori, ma sono importantissimi per l’azione di presidio che svolgono all’ingresso degli impianti Stir. Un autista dell’Asia ha dichiarato: “Se non ci fossero loro, avremmo grossi problemi per scaricare”. Sulla proroga al contingente del generale Morelli, il sindaco ha lodato “lo spirito d’iniziativa” di Cesaro, ma ha rivendicato di aver fatto partire la richiesta al governo già da giovedì scorso, cioè prima di quanto abbia fatto la Provincia: “Non ho avuto risposte, però, e questo mi preoccupa non poco”.

Ai militari ha pensato, invece, il sindaco di Quarto, Sauro Secone, che proporrà al Consiglio di rilasciare un attestato di benemerenza per il prezioso contributo offerto per liberare la cittadina assediata dai rifiuti.

Fonte: repubblica.it

Annunci