Oliviero, proposta di legge anti-cave: «Stop attività estrattiva nel Casertano». Il capogruppo di Pse-Sel: «In Provincia di Caserta 442 cave in 75 Comuni. Gravissimi i danni ambientali».

Lotta alle cave e stop all’attività estrattiva. È il fulcro del progetto di legge presentato dal capogruppo regionale di Socialisti europei e Sinistra e libertà (Pse-Sel), Gennaro Oliviero. Il progetto di legge riguarda la chiusura delle cave e dei cementifici dell’intera area casertana. «La proposta presentata – afferma Oliviero – rappresenta un elemento concreto volto alla tutela del territorio casertano, riconoscendo le numerose e coerenti battaglie intraprese dalle associazioni e dai comitati spontanei sorti a difesa di Terra di Lavoro. Il territorio casertano per decenni è stato oggetto di attività estrattiva, penalizzato da un quadro normativo destinato a disciplinare tale attività in maniera incerta e soprattutto in assenza della “ricomposizione ambientale”».

«Basti pensare che nella sola Provincia di Caserta – aggiunge – sono presenti circa 442 cave, operanti su 75 dei 104 comuni, un dato che consegna a Terra di Lavoro il poco invidiabile primato delle attività estrattive ricadenti sull’intero territorio della Regione Campania. Occorre ribadire, ancora una volta, l’incongruenza del piano cave regionale: uno strumento che si è rivelato assolutamente inidoneo rispetto alla tutela e alla salvaguardia delle aree interessate dall’incessante attività estrattiva. Con questa legge ci prefiggeremo di colmare le evidenti lacune di un Piano che, nei fatti, non ha restituito nulla al nostro patrimonio naturale e che ha permesso il perpetrarsi di gravissimi danni paesaggistico-ambientale attraverso il ricorso a numerose scappatoie giuridiche».

«E, non ultimo – conclude Oliviero – consentiremo a tutti i cittadini di tornare a beneficiare della propria terra e delle bellezze che sono state ingiustamente sottratte e deturpate, ridando voce alle istanze dei territori che, oramai da troppo tempo, erano rimaste inascoltate dalle istituzioni che dovevano essere deputate alla loro rappresentanza». Sono stati i cittadini maddalonesi gli ultimi in ordine di tempo a mettersi a capo di una protesta contro una cava, in particolare contro la cava Cementir di Maddaloni. In questo caso nonostante il parere opposto dei tecnici l’ok del Comune e il silenzio-assenso della Soprintendenza hanno permesso all’iter di ampliamento di procedere. Ora la proposta di legge di Oliviero, che suona come una boccata d’aria per comitati civici e le associazioni.

Fonte: Corriere Del Mezzogiorno

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