Nel pomeriggio di lunedì scorso Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, è andato al palazzo della Regione. Incontro informale e riservato. E’ entrato nell’ufficio di Renata Polverini. Colloquio a quattr’occhi. Tema: cosa fare per l’emergenza rifiuti? Dove individuare una nuova discarica – o comunque un impianto di trattamento dei rifiuti – che consenta la chiusura di Malagrotta? Polverini e Zingaretti, una del centro destra, l’altro del centro sinistra: l’incontro non è stato tenuto segreto. L’altro giorno la Polverini ha sottolineato pubblicamente «ho già parlato con Zingaretti». Non è un caso. Rivediamo le date. Lunedì, giorno del faccia a faccia Polverini-Zingaretti, era il 3 gennaio. Il 29 dicembre il sindaco Gianni Alemanno aveva comunicato alla presidente Polverini che non era possibile trovare nel territorio del Comune di Roma un sito adatto per realizzare Malagrotta 2, vale a dire la nuova discarica. Nasce così – qualcuno dice che si è semplicemente consolidato – l’asse Polverini-Zingaretti.
La presidente prima aveva incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, preparando il terreno per un eventuale commissariamento. Poi, ha telefonato al capogruppo del Pd, Esterino Montino, chiedendo la collaborazione della minoranza. Dalla prossima settimana si svolgerà un incontro con i rappresentanti del centro sinistra del consiglio regionale. Ma in questo scenario la mossa più importante è l’incontro con Zingaretti che sembra isolare Alemanno. Tanto che la Polverini ha spiegato l’altro giorno: «Con il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, stiamo elaborando una proposta innovativa che ci consenta di risolvere in maniera permanente la questione Malagrotta». Nessun riferimento al sindaco Alemanno.
E dopo la richiesta di collaborazione che risposte sta ottenendo la Polverini dalla minoranza? Giuseppe Rossodivita, capogruppo dei Radicali: «Siamo arrivati a questo punto a causa di responsabilità del passato bipartisan, centrodestra e centrosinistra. Noi siano pronti a offrire la nostra collaborazione, ma vorremmo ricordare che in base alla legge la Regione dovrebbe indicare solo le linee guida, la scelta spetta alla Provincia. Perché Zingaretti non lo rivendica?». Vincenzo Maruccio, capogruppo dell’Italia dei valori, è maligno, in sintesi dice: siamo pronti a collaborare in modo costruttivo, ma la Polverini non cerchi sponda da noi per isolare Alemanno. Maruccio: «Avevamo già comunicato la nostra disponibilità ad affrontare responsabilmente e in condivisione l’annoso problema dei rifiuti nel Lazio. Da allora non abbiamo ricevuto nessuna convocazione dalla Polverini, quindi l’abbiamo derubricata. Se la richiesta della Polverini è tesa a risolvere il problema, noi siamo disponibili. Se l’intenzione è quella di cercare nuovi interlocutori politici, magari estromettendo dal processo decisionale il Comune di Roma, non troverà la nostra sponda. Alemanno non può sottrarsi alle responsabilità che gli competono». Da Sinistra ecologia e Libertà, Luigi Nieri: «Non possiamo non essere favorevoli al dialogo, ma partiamo dal fallimento del Comune di Roma. Ma anche dei ritardi della giunta Polverini. Non eludiamo il problema della differenziata». Esterino Montino, capogruppo Pd: «Siamo pronti a dare la nostra collaborazione in una materia tanto complicata. Bisogna evitare il commissariamento, chi governa deve prendersi la responsabilità delle scelte».

Fonte: Il Messaggero

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