Bando per smaltire 110mila tonnellate l’anno fuori regione in caso di necessità.

PESCARA. L’Abruzzo ha il piano B per l’emergenza rifiuti. Ieri è stato pubblicato sul Bura, il Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo, il bando per acquisire la disponibilità di operatori economici (in forma singola o associata) allo smaltimento dei rifiuti, prodotti nelle quattro province abruzzesi, in siti fuori regione o in territorio comunitario.

Nei giorni scorsi in un’intervista la Centro il governatore Gianni Chiodi aveva spiegato che lo scopo è quello di costruire una rete di protezione per «far fronte a eventuali emergenze imprevedibili» (se non ci saranno novità le discariche si esauriranno a cavallo tra il 2011 e il 2012). Quindi, aveva aggiunto, «dovremmo essere tranquillamente coperti per i prossimi sei mesi perché, in questo lasso di tempo, dovremmo avere in funzione le nuove discariche autorizzate. Sempre se i consorzi e i comuni riusciranno a dimostrare, almeno per una volta, di essere efficienti».

Nel bando la Regione rileva «situazioni di criticità per il trattamento smaltimento dei rifiuti nelle provincie di Teramo e L’Aquila e in alcuni comuni delle province di Pescara e Chieti, in parte per la mancanza o insufficienza di impianti di smaltimento, in parte per il mancato completamento di impianti già progettati o in via di realizzazione a S. Lucia di Atri, a Valle dei Fiori di Gioia dei Marsi, a Grasciano di Notaresco, nella zona industriale S. Nicolò di Teramo.

Il fabbisogno di smaltimento interessato da questo bando è dell’ordine di 30mila tonnellate l’anno per L’Aquila, 60mila tonnellate l’anno per Teramo, 10mila per Pescara, 10mila per Chieti. In totale 110mila tonnellate, circa un settimo di quanto produce ogni anno la regione.

Il bando è stato deciso a conclusione di una riunione tra Regione, province, concorzi comprensoriali e altri
operatori del settore convocata dal dirigente del servizio Franco Gerardini. Nel corso della riunione Gerardini
ha invitato i titolari della gestione degli impianti a individuare una nuova volumetria attraverso «varianti non sostanziali», ha invitato la Regione a prorogare la sussidiarietà tra i consorzi per garantire a chi è in difficoltà di poter smaltire i rifiuti fuori dal proprio comprensorio; infine ha invitato tutti i gestori a incrementare le iniziative di raccolta differenziata per arrivare a conferire meno rifiuti in discarica.

Da parte degli assessori provinciali presenti alla riunione – Francesco Marconi (Teramo), Mario Lattanzio (Pescara), Francesco Bonanni (L’Aquila), Eugenio Caporrella (Chieti) – è stata espressa coralmente la necessità che la Regione trasferisca alle Province le competenze sulla gestione rifiuti oggi in capo alle Autorità d’Ambito per ridurre la frammentazione del settore.

Nel corso della riunione sono state avanzate anche proposte per la riapertura dei piccoli impianti come quello di Cugnoli, o per la compartecipazione della Regione ai costi del porta a porta, efficace come sistema di raccolta differenziata, ma troppo costoso per i singoli comuni.

Fonte: il centro

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