Rosa Russo Iervolino: “Dopo l’11 gennaio una possibile nuova emergenza”. La replica dell’assessore regionale Romano: “Rosetta non tema. Le altre Province, Caserta compresa, sono obbligate a accettare i rifiuti di Napoli”
di CARLO FRANCO

Assessore Romano, che cosa accadrà lunedì? La Regione e la Provincia faranno ripiombare Napoli nella crisi? Insomma, cosa rispondete al sindaco Iervolino?

«Rosetta comincia a farmi tenerezza, ma la sua posizione è incomprensibile, a meno che non si voglia pensare – e lo escludo – che dietro ci sia un disegno politico. Posso dirle solo di stare tranquilla, Napoli a partire dal 15 gennaio non avrà problemi».
Credere o non credere, questo è il problema. Giovanni Romano, responsabile della politica ambientale della Regione, è stretto tra gli obblighi della provincializzazione e i ritardi accumulati dalla Regione. Attacca per difendersi. Perfino il ministro Tremonti, suo autorevole compagno di cordata.

Assessore, le sue sono parole, ma Iervolino chiede fatti: da lunedì Napoli dove scaricherà le 700 tonnellate di rifiuti che non entrano negli impianti sgangherati di cui dispone?
«È stato spiegato chiaramente nel vertice di Palazzo Chigi, ma posso ripetere i termini dell´intesa che parte da una condizione irrinunciabile: il no delle altre province campane è inaccettabile perché la spazzatura di Napoli non arriva da una comunità malata. Le altre province sono obbligate, in nome del principio della reciproca convenienza, ad accettare 250 tonnellate al giorno. Se si rifiutano, la Regione interviene. Ma, vedrete, non lo faranno perché hanno un nervo scoperto. Le faccio un esempio convincente, perché tocca i cordoni della borsa: la pianta organica dello Stir di Avellino è di 56 unità, assolutamente sovradimensionata se i dipendenti volessero lavorare solo i rifiuti irpini, per i quali bastano meno di due ore».

Rifiutandosi potrebbero incorrere in sanzioni?
«Non sono previste, ma la mobilità provinciale e interprovinciale è uno strumento a nostra disposizione».

In Campania, però, non è stato mai attuato.
«Lo so, ma c´è sempre una prima volta. Sono un sindaco prestato alla politica e so che i Comuni non sono i soli responsabili dello sfascio economico in nome dell´emergenza. Perché lo Stato da una parte dà e dall´altra prende».

Lei suona musica nuova, ma le chiedo di tornare alla rabbia motivata di Rosa Russo Iervolino.
«Deve stare tranquilla e, poi, in ogni caso lunedì non può succedere niente perché gli impianti si stanno svuotando e abbiamo una riserva di almeno sette giorni».

Questa novità l´ha comunicata a lei?
«A parte il fatto che il sindaco ha gli stessi documenti che ho io, non le ho detto niente perché mi ha tolto il saluto. E questo mi dispiace, perché ho grande rispetto per lei. Con l´assessore Giacomelli e con l´ad di Asia, Fortini, al contrario ho un rapporto quotidiano e cordiale».

D´accordo, ma perché non si confronta con Caserta che continua a sostenere che da lunedì non potrà più aiutare Napoli?
«Caserta non ha diritto di parlare perché ha avuto dalla Regione trenta milioni per adeguare l´impianto di San Tammaro e azzerare la vergogna di Ferrandelle. Le ripeto: le province devono essere solidali con Napoli, se vogliamo voltare pagina è da qui che bisogna partire».

Spostiamo l´attenzione sul confronto che avrete con il ministro Tremonti.
«Ecco, è lui il nemico vero. Il suo arroccarsi può anche essere giustificato, ma deve farsi carico del fatto che le autonomie locali sono sull´orlo di un dramma epocale».

La posta in gioco è di seicento milioni, frutto anche di un diluvio di assunzioni molto al di là del fabbisogno. Anzi, a questo proposito ci spiega cosa sono i soprannumeri?
« Il presidente Cesaro me ne parlava spesso, poi mi ha spiegato che si tratta delle assunzioni assolutamente fuori registro».

Quante sono?
«A quello che ne so, qualche migliaio».

Non ha detto, però, come si risolve il problema dei 600 milioni.
«Ad avviso della Regione, Tremonti dovrebbe azzerare la posta in modo da ripartire puliti e finalmente responsabilizzati. E non è una proposta sconveniente per il governo».

Parliamo ancora del presidente Cesaro: si è impegnato a dare entro gennaio tre luoghi per altrettante discariche. Gli crede?
«Siamo già in ritardo e non si può mandare per aria l´intesa. Se davvero fossero tre le discariche sarei contento perché significherebbe che è passato il principio della discarica comprensoriale, come quella di Terzigno che serve 18 Comuni».

Perché il presidente Caldoro non nomina i commissari?
«Lo farà appena il decreto sarà convertito in legge e sceglierà di concerto con i sindaci».

Un´ultima domanda a lei che è salernitano: tra De Luca e Cirielli chi ha ragione?
«Sono salernitano, ma non emetto sentenze. Se, però, devo dare una risposta sulla competenza a gestire il termovalorizzatore, dico che non ho apprezzato il cambio di destinazione per l´area scelta. Non più l´inceneritore ma un´isola per l´artigiano. De Luca, però, dimentica che la proprietà dell´area è al 60 per cento dello Stato che ha messo i soldi».

Perché si litiga tanto?
«La mia idea è che il sindaco De Luca, che io stimo, difficilmente accetta che a Salerno si possa fare qualcosa senza di lui».

Fonte: repubblica.it

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