di Alessandro de Pascale

IMMONDIZIA. A novembre il presidente Iorio (Pdl) aveva dato la disponibilità ad accogliere materiali campani. Ma prima di Natale scopre l’urgenza di accatastare ecoballe in piazzali all’aperto.
La Regione Molise sull’orlo dell’emergenza nel settore dei rifiuti solidi urbani. Almeno così sembra vista l’ordinanza n. 392 emanata due giorni prima di Natale, il 23 dicembre, dal presidente della Regione Michele Iorio (Pdl). Con questo provvedimento urgente, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione il 31 dicembre, viene consentito «l’abbancamento in modo provvisorio» delle eco balle prodotte con la frazione secca dei rifiuti solidi urbani, su due piazzali della principale discarica regionale. Si tratta di quella di Santo Ianni, nel comune di Montagano (Cb) che fa parte della comunità montana “Molise centrale”. Un sito nel quale una delibera della Regione, ora sospesa dal Tar, aveva previsto anche la costruzione di un «polo per lo smaltimento, il trattamento e il recupero dei rifiuti» pericolosi, tossici e nocivi.

Lo stoccaggio delle ecoballe avverrà per 45 giorni prorogabili fino a 6 mesi, in attesa dello smistamento delle eco balle in altri centri di smaltimento della regione e viene ritenuto necessario in quanto «l’attuale vasca dei rifiuti trattati ha una volumetria residua alquanto limitata». Ma per collocare provvisoriamente le balle sulle piazzole, il governatore ha dovuto emettere un’ordinanza in deroga al Testo unico ambientale, possibile solo in presenza di «eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente». Ma il Partito democratico, all’opposizione in consiglio regionale, non ci sta. E denuncia «vizi di forma e carenza di motivazioni». Nel primo caso, lamenta che nell’ordinanza sia menzionata erroneamente la delibera di giunta regionale 1667 del 10 ottobre 2006 che però «tratta di impianti sportivi e non di rifiuti». Mancherebbero inoltre «le motivazioni vincolanti previste dalla legge circa le situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente».

Visto che per andare in deroga alle prescrizioni del Testo unico ambientale che disciplina l’autorizzazione di nuovi impianti di smaltimento rifiuti «occorrono ragioni emergenziali che non si evincono dall’ordinanza del 23 dicembre». Contro l’Ordinanza n. 392 di Iorio, Michele Petraroia, consigliere regionale del Pd e vicepresidente della Commissione Lavoro del Molise, ha presentato un esposto al Prefetto, al governo e a tutte le autorità locali competenti. «Il presidente del Molise – spiega Petraroia – lo scorso novembre ha offerto la disponibilità ad accogliere e trattare nelle discariche molisane i rifiuti della Campania, non si capisce perché dopo un mese si è costretti a emanare un decreto che autorizza la creazione dei cumuli di ecoballe anche sul nostro territorio. Inoltre la comunità montana “Molise Centrale” ha inviato la nota in cui chiedeva di abbancare in via provvisoria le balle di rifiuti sul piazzale della discarica di Colle Santo Ianni di Montagano il 10 settembre, risulta difficile comprendere qual è la motivazione di indifferibilità, urgenza e pericolosità per la salute umana e per l’ambiente che ha indotto il governatore ad adottare un’ordinanza solo il 23 dicembre 2010».

A preoccupare l’opposizione c’è poi un ultima questione, forse addirittura la più importante per la salute dei cittadini. Accumulare le ecoballe nei piazzale di quella discarica, rischia di far finire il percolato in un canale poco distante dal fiume Biferno che alimenta la Diga del Liscione. L’invaso del Liscione fornisce acqua potabile a decine di migliaia di persone in tutto il basso Molise rifornendo abitazioni, esercizi pubblici e addirittura ospedali. Il 22 dicembre a causa di elevati livelli di trialometani, sostanze sospettate di creare danni epatici ai reni e al sistema nervoso centrale i sindaci di otto Comuni (Campomarino, Termoli, Larino, Guglionesi, Montenero di Bisaccia, Petacciato, Ururi, San Martino in Pensilis e Portocannone) sono stati costretti ad emanare ordinanze di divieto dell’uso dell’acqua della rete pubblica sia per bere che anche solo per cucinare, perché non conforme ai limiti di legge.

Oltre 80mila cittadini hanno passato il Natale con le autobotti della Protezione civile e le scorte di acqua minerale. E c’è chi ancora una volta tira in ballo la vicina discarica di rifiuti, accusando la Regione e l’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Arpa) di una gestione approssimata della filiera dei rifiuti. Soprattutto dopo l’arresto, il 6 dicembre, del presidente del nucleo industriale di Termoli Antonio Del Torto e di altre persone per l’illecito smaltimento di fanghi tossici sui terreni agricoli, in mare e nei corsi d’acqua. Tra cui anche il percolato delle discariche campane di Taverna del Re e Ferrandelle. Un’inchiesta nella quale risultano indagate 18 persone, compreso il presidente della Regione Michele Iorio e il direttore dell’Arpa Luigi Petracca.

Fonte: terranews.it

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