di Agostino del Vecchio

Statte (Taranto) – “IL blocco per cinque ore consecutive dei Tir provenienti dalla Campania è stato un atto concreto per dire NO alla gestione dei rifiuti mediante discariche, per denunciare controlli approssimativi sulla qualità dei rifiuti che giungono nelle discariche esistenti sul nostro territorio, per contrastare il loro ampliamento e per l’effettuazione di idonei carotaggi all’interno delle discariche.” Lo afferma il Comitato Cittadini di Taranto e Provincia in mobilitazione in un comunicato stampa. Cinque tir carichi della spazzatura campana sono stati così bloccati e rimandati al mittente, sotto la spinta della protesta popolare. La mobilitazione di lunedì 3 gennaio 2011 davanti ai cancelli della discarica Italcave di Statte “ha rappresentato – prosegue la nota – un importante momento di partecipazione attiva da parte di numerosi cittadini.”

Il Comitato aveva richiesto la partecipazione al tavolo tecnico Regione Puglia – Comuni – Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e dirigenti delle discariche (Italcave, Vergine ed Ecolevante), denunciando il tentativo d’esclusione dallo stesso tavolo di confronto, che si sarebbe dovuto tenere a Bari ma che è stato spostato questa mattina a Taranto su pressione dei cittadini stessi. La partecipazione della gente sarebbe stata, diversamente, solo a incontro concluso, in base al verbale della stessa stilato. “Rigettiamo l’invito di una nostra partecipazione solo a conclusione della discussione svoltasi a ‘porte chiuse’ ritenendolo non pertinente, irrispettoso e strumentale al fine di avallare posizioni già concordate in nostra assenza”.

“Il 4 gennaio 2011, – sostiene il Comitato – questa richiesta è stata disattesa. Nostro malgrado siamo costretti a confermare la nostra diffidenza nei confronti delle Istituzioni poiché la presenza di una delegazione di cittadini in sede di discussione non è stata ammessa. Di fronte ad una pretestuosa giustificazione che chiama in causa le ‘ragioni di Stato’ non possiamo che mostrare sconcerto poiché, mentre democraticamente i cittadini sono stati disponibili al dialogo e largamente propositivi, come dimostrato nel corso della conferenza pubblica che ha preceduto il ‘tavolo tecnico’, in maniera non altrettanto democratica sono stati invece esclusi da un tavolo di confronto ufficiale.”

Dopo le proteste divampate in vari centri jonici nelle cui discariche confluiscono rifiuti campani hanno fatto seguito le parole dell’assessore all’ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro. “Una revisione in senso proprio degli accordi – ha spiegato ai manifestanti – tra Regione Puglia e Regione Campania non è possibile, ma se possiamo migliorare i profili operativi lo faremo nell’interesse di tutti”. “Non esiste alcuna volontà di includere ufficialmente i cittadini nei processi decisionali che riguardano la sicurezza pubblica”, ha ribattuto invece il Comitato.

I RIFIUTI RIFIUTATI DALLA CAMPANIA – In realtà i primi rifiuti campani erano stati inviati in Puglia tre settimane fa, ma subito rimandati al mittente. I carichi di 180 ton di rifiuti non avevano, infatti, superato il check-in condotto dalla Polizia provinciale, dai Carabinieri del Noe e dagli ispettori dell´Arpa. Fermati già all’ispezione visiva i sei tir provenienti dall’impianto di Giugliano sono stati subito respinti in quanto la commissione aveva valutato inadeguati i mezzi utilizzati per trasferire i rifiuti dalla Campania sino a Statte (Taranto) e completamente in difetto rispetto agli accordi stipulati nel protocollo siglato tra le regioni Puglia e Campania. Oltre a dubbi sui sigilli predisposti e sulla documentazione di accompagnamento. I trasferimenti dalla Campania apparivano fallaci già agli esordi.

Come è noto il protocollo firmato firmato dall’Assessore alla Qualità dell’Ambiente pugliese e il suo omologo della Regione Campania Dr. Giovanni Romano prevedeva il conferimento di 45 mila tonnellate di rifiuti in un tempo massimo di tre mesi. Attualmente si è ben lontani dalla quota di 500 tonnellate al dì ed è opinabile la redazione di un nuovo accordo interregionale per prolungare “l’operazione solidarietà” in risposta all’emergenza campana decisa dall’attuale Giunta capitanata da Nichi Vendola. Operazione che, dopo la mobilitazione popolare dei cittadini ionici, rischia seriamente di andare a monte.

a.delvecchio@statoquotidiano.it

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