L’emergenza rifiuti, oltre ad avvelenare l’ambiente, continua a dividere le istituzioni. Dopo il vertice di martedì a Palazzo Chigi, governo, Regione e Provincia hanno dichiarato che la crisi è ormai alle spalle, ma il sindaco Iervolino non la pensa così: “Si è solo deciso di decidere, troppo poco. Ho il terrore che, a partire da lunedì, si possa precipitare in una nuova emergenza perché Caserta non accetterà i rifiuti napoletani e ogni giorno resteranno a terra 700 tonnellate”. Il sindaco ha anche messo in dubbio l’eventualità di una discarica a Napoli Est: per farla occorrerà una variante al piano regolatore.

di CARLO FRANCO

NELL’ATMOSFERA ovattata di Palazzo Chigi può accadere che un sindaco, soprattutto se si considera beffato, perda le staffe e dica ad alta voce, che si aspettava ben altro. È successo martedì sera a Rosa Russo Iervolino che, mentre il vertice sull’emergenza rifiuti si avviava alla conclusione e tutti erano più o meno contenti, ha chiesto la parola e ha sparigliato le carte lasciando di stucco il ministro Prestigiacomo, il grande mediatore Letta, Caldoro e Cesaro che avevano in tasca la dichiarazione da rilasciare alla stampa: “Siamo soddisfatti, le nostre richieste sono state accolte e il 15 gennaio Napoli e la provincia saranno ripulite”.

Rosetta non si è unita al coro e ha smontato il giocattolo preparato per la Befana. Cosa ha detto il sindaco che non compare nelle cronache del giorno dopo? Più o meno questo: “Ho ascoltato senza parlare, ma ora sono stanca e vi ricordo che ancora non avete risposto alla mia domanda: dove porto lunedì la spazzatura di Napoli?”.
Altro che crisi lasciata alle spalle, il “mostro” ricacciato indietro con mille artifici può ritornare, anzi ritornerà se non lo si affronta. Intorno al tavolo, nonostante il riscaldamento a tutto volume, è calato il gelo, ma le persone informate dei fatti sanno bene che il sindaco si riferiva a una condizione che tutti conoscono: la disponibilità della provincia di Caserta ad accogliere i rifiuti che arrivano da Napoli durerà fino a lunedì nel più rigoroso rispetto dei patti, tu mi porti il “tal quale”, io mando ad Acerra il secco.

Lunedì, e nei giorni e nei mesi seguenti, che cosa accadrà? Dove andranno le 700 tonnellate quotidiane che i siti disponibili (Chiaiano, Caivano, Tufino e Giugliano, saturi e malridotti), non hanno la possibilità di ricevere? Nessuna risposta, eppure il tavolo questo problema doveva risolvere prima di affrontare le scelte degli impianti intermedi che dovranno garantire il passaggio dall’emergenza stabilizzata alla normalità. Cambiando passo rispetto a un passato di errori, secondo la versione più gradita ai nuovi inquilini di Santa Lucia.

L’interrogativo, invece, è rimasto sospeso nel vuoto e autorizza una lettura più realistica dei risultati del vertice. Il sindaco ha violato la consegna del silenzio solo ventiquattr’ore dopo e la sua laconica dichiarazione conferma che è tornata da Roma stringendo aria fritta: “Si è solo deciso di decidere, ma quando e come non è dato di sapere”. L’attacco alla Regione è frontale: “Quando saranno nominati i commissari?”. E in più viene ribadita la convinzione di una nuova emergenza alle porte. Per fare chiarezza, allora, analizziamo i punti controversi, a partire dal sito di trasferenza presentato come soluzione. Secondo gli esperti, invece, è un nuovo colpo gobbo ai danni della città. Per almeno due motivi: 1) Non disponendo Napoli di aree destinate alla gestione del ciclo dei rifiuti per realizzare il sito bisognerà approvare una variante al piano regolatore. E non è difficile immaginare quali e quante insidie toccherà affrontare. 2) Se in forza di un miracolo tutto si appianasse, la costruzione dell’impianto richiederebbe almeno sei mesi di tempo e Napoli non può permettersi di aspettare tanto.

L’insoddisfazione del sindaco, quindi, poggia su solide basi. Anche se alcuni segnali appaiono positivi, sia pure in una prospettiva lunga. Il tentativo più interessante, pur con il respiro corto di un anno, è il superamento in chiave regionale del vincolo della provincializzazione, ma prima attendiamo i risultati del tavolo di lavoro, convocato per lunedì, che affronterà il tema dei ristori alle altre province.

Fonte: napoli.repubblica.it

Annunci