Allarme cobalto 60

Ci vorrà ancora un mese, per svelare tutti i misteri del container radioattivo, fermo dallo scorso luglio al Vte nel porto genovese di Pra’ Voltri. Dopo l’inchiesta del Secolo XIX, il dipartimento dei vigili del Fuoco del Viminale conferma lo stato di massima attenzione, anche perché le radiazioni sono «molto intense» (l’ha confermato al Decimonono il fisico Enzo Montagna, come potete ascoltare cliccando sul link in fondo alla pagina), soprattutto nel punto di contatto della sorgente radioattiva con il contenitore, che raggiunge l’intensità di 600 milli-sievert per ora (unità di misura delle radiazioni).

L’unica data sicura, per ora, è quella del 15 gennaio: in quel giorno saranno concluse tutte le operazioni per garantire la massima sicurezza. Poi inizieranno le verifiche esterne, lo scanner inizierà a scrutare oltre le lamiere. La fase finale a febbraio: il contenitore sarà finalmente aperto da un robot.

Intanto, la Prefettura d Genova conferma: «Non si può escludere alcuna ipotesi». Non si può escludere, dunque, che, oltre alla sorgente di cobalto 60 già individuata, all’interno di quello scatolone di ferro possano esserci anche altri materiali pericolosi.

Fonte: ilsecoloxix.it

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