La direzione generale ha autorizzato l’Enel a convertire a carbone la centrale termoelettrica. I lavori saranno conclusi in sei anni. Romani: «Investimento di 2 miliardi di euro per ridurre l’impatto ambientale.

ROMA – Arriva l’ok del ministero dello Sviluppo Economico per la conversione a carbone della centrale termoelettrica di Enel a Porto Tolle (Rovigo). È quanto rende noto il ministero, la cui «direzione generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica ha autorizzato la conversione a carbone della centrale termoelettrica Enel Spa di Porto Tolle, in provincia di Rovigo. Il provvedimento è stato emanato a seguito del positivo giudizio di compatibilità ambientale e dell’intesa con la Regione Veneto». Con il nuovo assetto, spiega il comunicato, la centrale potrà operare con tre sezioni alimentate a carbone e, parzialmente, a biomasse (contro le attuali quattro alimentate a olio combustibile denso, da 660 MW elettrici ciascuna), per una potenza elettrica lorda nominale complessiva di 1.980 MW.

ROMANI: UN CANTIERE IMPORTANTE – «Con questo provvedimento – ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani – si sblocca un cantiere importante per la crescita e la modernizzazione del territorio. L’intervento di conversione comporta infatti un investimento consistente da parte dell’azienda, pari a circa 2 miliardi di euro. L’utilizzo della nuova tecnologia nell’impianto di Porto Tolle consentirà inoltre un uso più efficiente della risorsa energetica primaria, e una riduzione degli impatti ambientali connessi al funzionamento degli impianti produttivi», ha concluso Romani. Si stima che i lavori di conversione della centrale potranno essere conclusi nell’arco di sei anni.

ZAIA: PASSAGGIO IMPORTANTE – È stata accolta con soddisfazione dal presidente della Regione del Veneto Luca Zaia la notizia che il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato l’autorizzazione alla conversione a carbone della centrale termoelettrica di Enel a Porto Tolle (Rovigo). «È importante – ha detto Zaia – che si sia finalmente sbloccata la situazione relativa alla trasformazione di questo impianto». «Questo – ha aggiunto – rappresenta infatti un passaggio decisivo che va a incidere positivamente da un punto di vista generale sullo sviluppo economico e nello specifico sull’economia energetica della nostra regione». Il provvedimento del ministero, adottato d’intesa con la Regione, segue il parere di compatibilità ambientale già espresso sull’intervento. Per l’assessore veneto Renato Chisso, «è un passaggio atteso, in ogni caso però fondamentale, che apre la strada non solo ad un recupero significativo della capacità energetica del Veneto tale da rendere la nostra regione sostanzialmente autosufficiente nel rapporto domanda-offerta, ma consente nello stesso tempo di mantenere un’attività economica e occupazionale in un’area come quella di Porto Tolle, e più in generale del Delta del Po, che ha bisogno di risposte su questi due versanti essenziali».

I LAVORATORI: GRANDE SODDISFAZIONE – Maurizio Ferro, portavoce del comitato lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle, ha espresso «grande soddisfazione dopo la firma del ministro Paolo Romani al decreto autorizzativo, perchè ci sono molte aspettative dal cantiere della nuova Centrale Enel».

LA NUOVA CENTRALE – La nuova centrale sarà gemella di quella di Civitavecchia, anch’essa convertita da olio combustibile a carbone, e che ha avviato la prima produzione nel giugno 2008. Anche i numeri del personale sono simili: 380 dipendenti Enel e 350 manutentori esterni, oltre a 2.000 unità in media per 60 mesi, con punte di 3.800 lavoratori. L’avvio della prima unità è previsto entro 57 mesi dopo l’apertura del cantiere, mentre la fine dei lavori è attesa entro 72 mesi. L’approvvigionamento del combustibile e lo smistamento dei materiali avverranno principalmente per mare e per le vie fluviali, utilizzando un sistema di stoccaggio e movimentazione implementato su una nave «storage» appositamente attrezzata, ancorata al largo del delta del Po. Fra le particolarità dell’impianto di Porto Tolle, quella di essere equipaggiato con un innovativo sistema di cattura e sequestro dell’anidride carbonica (che finirà così in fondo al mare a 30 km dalla costa) tra i primi al mondo, per il quale l’Unione Europea ha già stanziato un contributo di 100 milioni di euro. (Ansa)

Fonte: corriere del veneto

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