di SAVERIO FRAGASSI

MODUGNO – Sul piede di guerra il comitato cittadino «Pro Ambiente», per difendere Modugno dal probabile insediamento del termovalorizzatore di «Eco Energia», il cui cantiere, in via dei Fiordalisi, alla zona Asi, è tuttavia ancora «congelato» in attesa delle conclusioni dell’iter autorizzativo. Ad indurre nuovamente alla mobilitazione gli ambientalisti modugnesi sono state le recenti notizie provenienti dalla sede del governo regionale riguardanti le sempre più probabili costruzioni di siti di distruzione dei rifiuti per ricavarne energia che riguarderebbero Manfredonia, Massafra e, appunto, Modugno.

«La Regione non può continuare ad ignorare l’evidenza dei fatti – dicono a mezzo di un comunicato stampa al Pro Ambiente – il capitolo inceneritore Eco Energia ha l’unica conclusione nella sua chiusura; troppi elementi pendono contro la sua costruzione, la sua sconfitta è ormai certezza da tempo». Il Pro Ambiente s’interroga sulla politica della giunta Vendola: «cosa attende allora la Regione per esprimere il suo dissenso all’impianto, constatato che in Conferenza dei Servizi, procedimento per l’assunzione di una decisione in materia di realizzazione di interventi sul territorio assumendo in un unico contesto tutti i pareri, autorizzazioni, nulla osta o assensi delle varie istituzioni coinvolte, nessuna di esse ha espresso il proprio nulla osta? Nessuna ragione giustifica questo ozioso temporeggiare!», questa è la domanda ricorrente in queste ultime ore.

Il Pro Ambiente è sicuro che il termovalorizzatore di Modugno non prenderà mai forma, perché tra i motivi che ne bloccherebbero la sua nascita c’è quello relativo ai vincoli paesaggistici: «il 18 novembre del 2009 – si apprende dalla nota stampa – la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Bari scriveva: a seguito di sopralluogo eseguito da funzionario di questa Soprintendenza in località Misciano si è potuto constatare la presenza del cantiere per la realizzazione del progetto di cui all’oggetto, che insiste su di un’a re a dichiarata di interesse paesaggistico con D.M. 1.08.1985 (…). Agli atti della scrivente non risulta però essere pervenuto alcun nulla osta paesaggistico per la verifica di legittimità del provve dimento». Un vincolo che dovrebbe giocare un ruolo determinante nella annosa ed intricata partita delle autorizzazioni, il cui finale non è ancora scritto.

«No all’inceneritore – dicono in coro al Pro Ambiente – perché bruciare non significa distruggere bensì trasformare. La soluzione unica è il riciclaggio, il riuso e far comprendere che dal combustibile da rifiuto in realtà si ricava nuova materia prima, detta materia prima secondaria». Sono molti a ritenere che il 2011 sarà l’anno crocevia per la costruzione dell’inceneritore di Eco Energia e per le sorti ambientali di Modugno.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale dell’Udc, il modugnese Peppino Longo che è anche componente della commissione ambiente della Regione. «Sono sinceramente preoccupato per i silenzi dell’assessorato all’ambiente. In estate mi fu confermata tutta la disponibilità a collaborare da parte dell’assessore Nicastro. Adesso – conclude Peppino Longo – l’assessore deve far seguire alle parole i fatti».

Fonte: la gazzetta del mezzogiorno

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