di Guido Ruotolo

Cercasi disperatamente una discarica da un milione di tonnellate di rifiuti in provincia di Napoli. Siamo a questo punto. Bisogna far presto perché il tempo stringe. Un paio di mesi e le discariche di Chiaiano e Terzigno saranno esaurite. E aprirne una nuova non è questione di ore, bisogna approntare il terreno, impermeabilizzarlo, costruire i canali dove far defluire e poi raccogliere il percolato. E poi creare impianti di recupero di biogas. Insomma, bisogna far presto. E il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, ha individuato l’area della nuova discarica: il Nolano. Ieri sera, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, i presidenti delle cinque province campane hanno sottoscritto un verbale di impegni con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. L’elenco degli impegni assunti prevede che Napoli, oltre la nuova discarica, dovrà realizzare un’area di trasferenza dove scaricare i compattatori con la monnezza che andrà poi trasferita su mezzi (bili-ci) a lunga distanza. E poi: impianti di compostaggio nelle aree degli impianti Stir, dove i rifiuti vengono tritovagliati. E impianti per la differenziata e la discarica di Macchia Soprana di Serre (Salerno) dovrà riaprire entro i1 30 gennaio. Prende fiato, finalmente, la città, non più ridotta un tappeto di monnezza (anche se alcune strade, incroci, piazze lasciano ancora a desiderare). Speriamo che il miracolo non svanisca in poche ore. Anche se tutti gli sforzi adesso saranno divisi con la provincia che non se Ia passava mica bene. Napoli è diventata anche più virtuosa, come ha notato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha incontrato in questi giorni il governatore Stefano Caldoro e il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino (ha sentito al telefono anche il presidente della Provincia, Luigi Cesaro). In questo clima favorevole di concordia istituzionale, si è svolto ieri sera il vertice a palazzo Chigi. Riunione operativa, di confronto e di definizione di una strategia di medio e lungo periodo. Alla ricerca di nuove discariche che fronteggino la situazione in attesa dei nuovi inceneritori di Napoli Est e di Salerno, e di una filosofia diversa, di un approccio regionale diverso al ciclo integrale dei rifiuti. Il sindaco e il presidente della Provincia di Napoli sono esplicitamente convinti che occorra superare la filosofia della provincializzazione del ciclo dei rifiuti campani. Insomma, tradotto in soldoni, Napoli dovrebbe poter spedire i suoi rifiuti anche nelle discariche delle altre – province che, a loro volta, potranno utilizzare l’inceneritore (in funzione) di Acerra, che insiste nella provincia di Napoli, in attesa di quello di Salerno e in parte del secondo di Napoli. Ma su questo punto, le altre province sono decisamente contrarie al superamento della provincializzazione. Il punto di sintesi individuato ieri sera garantisce, in fase di «criticità», il superamento nei fati della provincializzazione. Forse siamo a una svolta grazie a un clima di concordia istituzionale se è vero che il Capo dello Stato si è sbilanciato nello scommettere sul «clima molto costruttivo che lascia ben sperare»: «Vedo molto impegnati i vertici delle istituzioni, dal presidente della Regione, Stefano Caldoro, al sindaco di Napoli, Rosa Iervolino e allo stesso presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che ho sentito al telefono. Tutti e tre sono su posizioni comuni, sulla stessa linea».

Fonte: la stampa

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