di Giuseppe Chiellino

In ballo non c’è solo la scommessa di una cena con il figlio del premio Nobel per la chimica, Giuseppe Natta, ma un’innovazione che può essere decisiva per affrontare due problemi-chiave delle società moderne: fonti energetiche sempre più scarse, e smaltimento dei rifiuti che l’umanità produce in quantità crescenti.
Perciò a Sandro Buzzi, presidente di uno dei principali gruppi cementieri europei, brillano gli occhi quando parla del “suo” carbonverde o CBV, nome che lui stesso ha coniato per indicare il nuovo combustibile ottenuto dai rifiuti indifferenziati per alimentare i forni delle cementerie e le centrali termoelettriche. Macinata fino a diventare come coriandoli, la spazzatura – che continua a ferire tutto il paese con le immagini di Napoli – ha un potenziale energetico pari a 14 milioni di tonnellate di petrolio e può trasformarsi in una risorsa per l’industria ma anche per gli enti locali, che potranno evitare impossibili discariche riducendo i costi della gestione dei rifiuti. Ingegno italiano, ma con tecnologia tedesca: per la microfrantumazione Buzzi utilizza una macchina prodotta a Lipsia, nata per demolire elettrodomestici.

Fonte: sole 24 ore

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