di Vincenzo lurillo

Capodanno pulito (si fa per dire) a Napoli, ma non in provincia, dove la spazzatura è rimasta per terra e li rimarrà fino all’Epifania e forse anche oltre. Capodanno in fiamme, però. II bollettino del primo giorno del 2011 riferisce: circa 200-300 tonnellate di immondizia ancora da rimuovere nel capoluogo con situazioni di particolare sporcizia a Secondigliano, via Amedeo D’Aosta, via Santa Brigida, alcune zone di via Marina e via San Rocco; 140 interventi dei vigili del fuoco tra la città e la provincia nel complesso, di cui una cinquantina per spegnere gli incendi dei cumuli di monnezza causati dalle scintille dei botti o appiccati di proposito, e un’ottantina per segnalazioni di auto ed appartamenti danneggiati dai fuochi. Un bollettino di guerra. La guerra dei rifiuti. La guerra per restituire dignità a un popolo ferito dallo sconcio causato da una crisi mai risolta. E siccome di solito dove c’è una guerra c’è l’esercito, i militari sono ancora a Napoli, in azione per affiancare gli operatori dell’Asta nel piano di raccolta straordinaria. Ieri hanno operato in via Terracina. L’altro ieri hanno rimosso circa 44 tonnellate di rifiuti delle circa 1500 prelevate nel complesso e smaltite nello Stir di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e nella discarica di Chiaiano, in una frenetica corsa contro il tempo per evitare a Napoli l’onta di un Capodanno nella morsa della monnezza dopo un Natale disastroso. Gli impianti sono rimasti aperti anche durante la giornata festiva.
OGGI I MILITARI verranno salutati dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, che viene a Napoli apposta per verificare personalmente i risultati. L’esercito sta impiegando 160 uomini e donne ed oltre 80 mezzi. In quest’ultimo periodo ha sgomberato oltre 2200 tonnellate di rifiuti tra Napoli e circa 30 Comuni della provincia. Agli straordinari dell’esercito si sono aggiunti quelli dei vigili del fuoco. Nona stante le opere di prevenzione concordate con la Prefettura, i rifiuti ‘innaffiati’ per renderli meno infiammabili, gli appelli di politici e autorità a non sparare fuochi e petardi, i pompieri hanno trascorso la notte di San Silvestro in una frenetica corsa da un incendio all’altro, in particolare nei quartieri periferici di Ponticelli, Pianura e in via Marina, l’imbocco di Napoli per chi accede dall’autostrada. Momenti di paura in via Salvator Rosa, dove è andato in fiamme un cumulo di spazzatura poco distante dal museo archeologico nazionale, fino a propagarsi anche ad auto in sosta. Immondizia in fiamme anche su via Toledo, la strada dello shopping, davanti all’ex palazzo della Rinascente. e in via Duomo, all’incrocio con il quartiere di Forcella. Incendi domati anche in piazza Cavour (vicino a una scuola), nella popolare zona del Cavone e in piazza del Carmine. Altro fuoco, forse appiccato da alcun i vandali, in cassonetti e monta-gnole di rifiuti in alcune zone del quartiere di Fuorigrotta. Sulla situazione rifiuti, il governatore Stefano Caldoro parla di “obiettivo raggiunto; ora continuare con l’impegno degli ultimi giorni e pensare alla provincia e dal 4 gennaio (data di un nuovo vertice a Palazzo Chigi, ndr) predisporre poi le azioni per il medio periodo”. Ed anche l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano sfodera soddisfazione: “I dispositivi per gli impianti hanno funzionato – dice – ela città è ormai sgombra dai rifiuti. Intanto prosegue la rimozione anche nei comuni della provincia, il cui completamento è previsto nel giro di 10/12 giorni”.
NON ALTRETTANTO contenti i comitati civici antidiscarica, che la vigilia di Capodanno hanno installato di fronte alla sede della Regione un albero di Natale con – al posto degli addobbi tradizionali – sacchetti neri colmi di monnezza e foto di politici campani e nazionali ritenuti responsabili dell’emergenza. Tra spumante e pandoro, decine di manifestanti che si battono per la chiusura degli invasi di Chiaiano e di Cava Sari a Terzigno hanno brindato alla salute di un fantoccio con i panni da spazzino e il volto del premier Silvio Berlusconi, che sfoderava la scritta “cribbio, ci vogliono più di tre giorni”. Davanti alla sede della Regione un albero pieno di sacchi neri e un fantoccio di Berlusconi.

Fonte: il fatto quotidiano

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