Le accuse del presidente della Provincia Zingaretti: “I poteri bisogna saperli usare. Buttati al vento due anni e mezzo”.

“Prima le attese, poi il rimpallo di competenze tra Regione e Comune di Roma. Ora scopriamo che il Campidoglio non ha un sito alternativo a Malagrotta. Hanno buttato al vento due anni e mezzo”. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, osserva “con preoccupazione” gli sviluppi della situazione rifiuti della Capitale.

C’è davvero il rischio di riprodurre a Roma l’emergenza napoletana?
“Le radici della vicenda dei rifiuti in Campania affondano nel rimpallo di responsabilità tra chi doveva decidere e non ha deciso. Proprio come a Roma. Fino a pochi giorni fa sono stati numerosi gli annunci sull’individuazione di un sito alternativo a Malagrotta. E ora si dice che non c’è posto”.

E quindi che si fa? Si cerca una soluzione in provincia?
“Le motivazioni con le quali il Campidoglio ha spiegato la sua impossibilità a fornire un’alternativa alla discarica dicono che nella Capitale non c’è posto. Ma Roma non è il Comune più esteso d’Europa? Se è così, si capisce che sarà difficile convincere altri Comuni che nei loro territori c’è spazio per i rifiuti di Roma. Il problema, però, è un altro”.

Quale?
“Non tanto dove si farà la nuova discarica, ma in quale clima culturale vengono prese certe decisioni. Quella che entra in crisi, e non da oggi, è un’impostazione di governo dei territori sbagliata ed egoistica. Viene alla luce quanto drammaticamente fragile sia stata una politica che in maniera ideologica ha negato qualsiasi legame di solidarietà con i comuni dell’area metropolitana”.

Riemergono i conflitti tra Roma Capitale e le altre Province?
“Io sono un sostenitore di chi chiede per Roma più poteri. Poi, però, bisogna anche saperli usare. Diciamo che se ci fosse stato un altro clima, ora tutto sarebbe più semplice. Da due anni ripetiamo queste cose e, ogni volta, veniamo guardati con ironia dal Campidoglio. E invece avevamo ragione noi”.

Trenta sindaci della provincia di Roma si dicono preoccupati e hanno scritto a Napolitano e Berlusconi.
“È l’ennesima dimostrazione che Roma deve vivere un rapporto con la sua area metropolitana fatto di oneri e di onori. Altrimenti il concetto che passa è che tutti i problemi vengono allontanati dalla città e a Roma restano solo finanziamenti e onori”.

Ora il pallino è nelle mani della governatrice Polverini. C’è anche allo studio la possibilità di un commissariamento sui rifiuti.
“La presidente si troverà ad operare in un quadro di fiducia molto logorato. Provi a responsabilizzare maggiormente i territori. Abbiamo visto cos’è successo in Campania. E lì di commissari ai rifiuti ce ne sono stati parecchi”.

Fonte: repubblica.it

Annunci