Lazio. La regione cerca un sito alternativo a Malagrotta ormai satura Roma a caccia di una discarica
ROMA sua Dopo mesi di braccio di ferro con il comune di Roma, «la palla» della discarica di Malagrotta, destinata a chiudere, è ora ufficialmente nelle mani della regione Lazio, e si prospetta l’ipotesi di un commissariamento in attesa che la giunta di Renata Polverini trovi un sito alternativo. A mettere la parola fine al rimpallo di competenze tra Campidoglio e regione ci ha pensato l’amministrazione di Gianni Alemanno: Roma Capitale ha trasmesso alla Polverini uno studio su otto possibili siti alternativi, e nessuno di essi risulterebbe idoneo a ospitare una discarica La parola, quindi, alla presidente che ieri mattina ha incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario Gianni Letta, per mettere la mani avanti: «In caso di necessità – ha spiegato – chiederò il commissariamento urgente della discarica Da oggi la competenza a trovare il nuovo sito è nostra, e si è già insediato un tavolo tecnico per la questione rifiuti». Ma ora che è chiaro il «chi» di Malagrotta bis, resta il nodo più duro da sciogliere, quello del «dove». Il piano rifiuti licenziato dalla giunta regionale, in attesa dell’ok del Consiglio, individua un sub-Ato unico per Roma e la sua provincia, e rende dunque tecnicamente possibile realizzare la nuova discarica anche al di fuori dei confini della capitale. Polverini va con i piedi di piombo: «E prematuro chiedermi se abbiamo già individuato le aree» ha affermato. Per l’immediato di Malagrotta, tutto va nella direzione di una proroga oltre il 3i dicembre. Intanto 3o sindaci della provincia di Roma hanno scritto al presidente Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi: «Roma Capitale non può chiedere per sè ciò che luccica, e destinare ai Comuni confinanti ciò che puzza».

Fonte: sole 24 ore

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