Il premier: “Scendo in campo io, impianti pronti in pochi mesi”. Accordo a Palazzo Chigi: per cinque giorni aiuto straordinario dalle province campane L´opposizione: “Basta raccontare favole, il governo prenda atto del fallimento”
ROMA – Un sì risicato e a brevissimo termine. A Palazzo Chigi, dopo due ore di vertice, il sottosegretario Gianni Letta riesce a strappare alle Province campane un accordo di solidarietà di appena cinque giorni per evitare che la notte di San Silvestro di Napoli anneghi tra i cumuli inevasi di immondizia. In cambio, governo ed enti locali si rivedranno a Roma il 4 gennaio per parlare del gigantesco indebitamento dei Comuni, con la mannaia dello sciopero di migliaia di dipendenti che vedono ormai a rischio il proprio stipendio. E dopo? La soluzione strutturale è solo su carta. Eppure il premier Silvio Berlusconi, in una telefonata pubblica, torna sul disastro rifiuti e assicura: «Scenderò di nuovo io in campo».
Il presidente del Consiglio sgombra il campo dell´emergenza campana dalle ombre di un fallimento: «C´è qualcuno che cerca di ostacolare il nostro intervento con ogni mezzo». Torna a promettere: «Risolveremo il problema. Non solo sgombreremo la città, e la ripuliremo, ma riusciremo anche a fare gli impianti». Anche stavolta c´è una data: «Entro pochi mesi trasformeremo la scena». È la quarta volta che il presidente detta un´agenda. E nelle tre precedenti non è stata rispettata. Netta la condanna delle opposizioni, dal Fli al Pd e all´Idv: «Basta raccontare favole». Poco prima, il governatore campano Stefano Caldoro aveva riconosciuto con i cronisti: «Ci vorranno ancora tre anni prima di giungere alla media di un normale ciclo di smaltimento».
Mentre al tavolo della Presidenza del Consiglio – cui siedono anche i prefetti campani, il sindaco Iervolino, con il governatore e le Province – si negozia la “sopravvivenza” al disastro di settimana in settimana, il premier torna ad annunciare la sua risolutiva azione. Berlusconi interviene con una telefonata ad un´iniziativa del Pdl nel Nolano, e punta deciso sul tema dell´emergenza dopo quasi 40 giorni di silenzio. Dice il premier: «Sono intervenuto a più riprese sul problema di Napoli, ma c´è qualcuno che ostacola il nostro lavoro, altrimenti non si spiega ciò che sta succedendo. Ora scenderò di nuovo in campo e in pochi mesi riusciremo a trasformare la situazione di Napoli».
La presidente del Pd Rosy Bindi lo invita «prendere atto del suo fallimento, anche sul tema rifiuti». Per il capogruppo dell´Idv al Senato, Felice Belisario, «Berlusconi è solo un bugiardo incallito che soffre di mania di persecuzione. Continua a fare promesse che non mantiene, a vedere complotti che non ci sono, a descrivere un´Italia immaginaria. Non basterà riciclare il solito repertorio da piazzista per ingannare ancora gli italiani». Per il capo della segreteria politica di Fli, Carmelo Briguglio, «l´unico complotto ormai chiaro a tutti è quello ordito dalla stampa controllata dal premier contro Fini».
Intanto a Napoli restano a terra oltre mille tonnellate. Quindicimila in provincia. L´incontro a Palazzo Chigi non è privo asprezze. «Condannare Napoli a una notte di San Silvestro tra i rifiuti non è pensabile – avverte il sottosegretario Letta – Quindi, voi come province campane vi impegnate ad essere ancora un po´ solidali con i rifiuti del capoluogo e noi come governo ci impegniamo ad affrontare, il 4 gennaio, i nodi che avete posto. Diversamente, ciascuno si assume le proprie responsabilità». È un aut aut. Due ore dopo, ecco l´accordo che vale poche ore. Spiega Caldoro: «Se potremo ripulire Napoli entro Capodanno è grazie alle intese dei trasferimenti raggiunti con sei regioni (Puglia, Toscana, Emilia, Molise, Lazio e Marche). Poi, da queste ore, grazie anche alla capacità di accoglienza, comunque ridotta, concessa da Avellino, Benevento e Caserta». Poi riconosce: «Certo, impiegheremo più tempo per liberare la provincia». Fino al prossimo miracolo.

Fonte: repubblica

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