PARENTOPOLI

Raddoppiate le spese per gli «interinali», presto in procura i vertici delle società

ROMA – Prima le verifiche su contabilità e contratti, poi gli interrogatori. Gli investigatori che indagano sul fronte Ama di Parentopoli, sono convinti di aver trovato un filone interessante dell’inchiesta. Per spiegarlo, citano solo un dato: nei primi sei mesi del 2010, l’ex municipalizzata dei rifiuti ha speso per il lavoro interinale una cifra quasi identica a quella, complessiva, del 2009. Potrebbe essere solamente una coincidenza, ma potrebbe anche nascondere altro: l’ipotesi sulla quale si lavora è, infatti, quella che il ricorso «disinvolto» alle agenzie interinali sia servito alle municipalizzate per aggirare le norme che impedirebbero le assunzioni per chiamata diretta, come la legge Brunetta.
A volte anche con la complicità dei sindacati. Per questo, a breve, è prevista una nuova tornata di testimonianze: a essere chiamati, come «persone informate sui fatti», saranno i responsabili delle società che hanno «somministrato» personale all’Ama. E cioè Quanta (fino al 2009) e Obiettivo Lavoro, subentrata a inizio 2010.

Bilancio
Al di là del futuro risvolto nell’inchiesta, c’è un dato di bilancio che ha fatto scattare i sospetti degli investigatori: perché un’azienda come l’Ama, con settemiladuecento dipendenti, fa un uso tanto massiccio del lavoro interinale? E il riscontro numerico, per quel che vale, ha subito confortato l’ipotesi: in tutto il 2009, l’Ama ha speso per la «somministrazione lavoro» 5,3 milioni di euro. Una cifra non indifferente ma destinata, probabilmente, a essere raddoppiata, o quasi, l’anno successivo: dalla relazione semestrale della prima metà del 2010, infatti, gli investigatori hanno notato che quello stesso capitolo di spesa è già arrivato a 4,5 milioni di euro. La metà del tempo, gli stessi soldi. Tutto questo ricorso a lavoratori «esterni» è servito per spalare le foglie nei mesi di pioggia? Per ripulire la città dopo i cortei? Ma queste esigenze non esistevano già nel 2009?

Interrogatori
A queste domande, dovranno dare risposte i manager delle società di lavoro interinale che, in questi anni, hanno vinto le gare con le ex municipalizzate. Questo filone d’indagine, infatti, non è ristretto solamente all’Ama: il ricorso al lavoro interinale, secondo gli investigatori, è pratica diffusa anche all’Atac e più in generale nelle altre aziende del Campidoglio. Ma è spulciando la contabilità dell’Ama che è nato il sospetto: per questo, in ordine di tempo, saranno ascoltati prima i dirigenti delle società come Obiettivo Lavoro: dalle carte pubblicate dal Corriere il 24 dicembre, porta a casa una cifra mensile (maggio, giugno, luglio 2010) superiore, a volte di un bel po’, ai 300 mila euro. Non spetta a chi indaga valutare l’opportunità, dal punto di vista della gestione aziendale, di ricorrere così massicciamente a questo tipo di collaborazione: tutto ciò che deve essere verificato è se questa procedura non sia in realtà un modo per assumere amici e parenti.
Gli altri casi
Di tutto questo scandalo denominato Parentopoli, deflagrato giorno più o giorno meno un mese fa, un aspetto è certo: non passa giorno senza che vengano alla luce nuove parantele tra un ufficio e l’altro. Giovanni Fiscon, storico direttore d’esercizio di Ama spa, non deve fare molta strada per cercare parenti in ufficio: la nipote, Susanna Maria Massalini, è assunta in Multiservizi (fino a poco tempo fa partecipata dal Comune) mentre la moglie, Gabriella Massalini, lavora in Ama da anni. Fiscon, per pura coincidenza, è anche tra i collaboratori dell’Elis, il centro di formazione dell’Opus Dei che ha istruito gli ultimi 544 operatori ecologici assunti in Ama. In verità, l’Elis — su mandato dell’Ama— ne ha istruiti il doppio. Spiega l’Elis in un comunicato: «I primi 1.088 candidati sono stati invitati a partecipare al corso di formazione propedeutico all’assunzione» . E dunque: prima la formazione (per tutti) e dopo l’assunzione, «decisa dall’Ama» , per la metà dei pretendenti. Sempre per coincidenza, tra i collaboratori di Elis c’è anche Luciano Cedrone, il capo del personale di Ama ascoltato nei giorni scorsi in procura.

Alessandro Capponi
acapponi@rcs. it
Ernesto Menicucci
emenicucci@rcs. it
Sul Corriere della Sera in edicola, articolo a pagina 1 e 3 della Cronaca di Roma
27 dicembre 2010

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