I deputati Pd Sposetti e Tocci interrogano il ministro Prestigiacomo

CIVITA CASTELLANA – Dopo il fermo no alla discarica già espresso dall’Amministrazione comunale di Civita Castellana con la delibera di giunta del 26 novembre scorso, si profila un ulteriore passo. “Anche noi chiederemo alla Regione la ‘Pubblica Inchiesta’ – ha dichiarato il sindaco Gianluca Angelelli – così come ha già fatto il WWF. Abbiamo già espresso le nostre osservazioni negative sulla possibilità di realizzare una discarica in località Lucciano con la delibera di giunta del 26 novembre. A sostegno della nostra contrarietà alla discarica chiederemo alla Regione Lazio che il procedimento sia eseguito tramite una inchiesta pubblica affinché sia garantita la massima trasparenza e partecipazione dei cittadini”.

Il 26 novembre la giunta comunale aveva espresso il parere contrario sull’intervento proposto dalla società “Montalto Contact Srl” e relativo alla realizzazione di una discarica per rifiuti non pericolosi, inertizzati e inerti nella cava sita in località “Piani di Lucciano” nella frazione di Borghetto in quanto lo stesso veniva ritenuto incompatibile con la tutela dell’ambiente e del territorio, ovvero della salute e del benessere dei cittadini.

Intanto i deputati del Partito democratico Ugo Sposetti e Walter Tocci hanno interrogato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo al riguardo

“Chiediamo – scrivono – di verificare, anche d’intesa con la Regione Lazio, se al momento del rilascio delle autorizzazioni siano stati verificati da parte dello Stato tutti i vincoli di tutela e salvaguardia dei beni paesaggistici e ambientali, ricadenti nelle aree interessate. Un accertamento che, lo ricordiamo, è obbligatorio”.

“E’ importante evidenziare – aggiungono – che sull’area dove dovrebbe sorgere la seconda discarica insiste un vincolo paesaggistico e che, durante le attività della cava, è stata ripetutamente intercettata la falda acquifera, come documentano vari dossier e fotografie. Diversi comitati di cittadini, inoltre, si stanno adoperando per avanzare le osservazioni del caso con l’ausilio dell’Università della Tuscia, facoltà di Agraria”.

“Riteniamo pertanto urgente – concludono – che il ministro proceda a verificare se, nell’iter seguito per concederle, le autorizzazioni abbiano rispettato tutti i vincoli imposti dalla legge”.

Fonte: viterbooggi.it

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