E venne la prima sconfitta per i no-inceneritore. Mentre cresce la loro popolarità, il Tar dell’Emilia Romagna boccia un ricorso presentato dal Ww nel 2009. Nessuna irregolarità, sencondo il tribunale regionale, negli atti che diedero il via libera alla costruzione del termovalorizzatore. Nulla da fare quindi per l’associazione del panda, che al Tar chiedeva di annullare la delibera 938 del 15 ottobre 2008 con la quale la Provincia di Parma aveva approvato la Valutazione d’impatto ambientale.

Una vittoria per piazzale della Pace ma pure per Comune e Iren, citati in giudizio dal Wwf. Respinta in blocco la tesi degli ambientalisti, che ritenevano – tra l’altro – la Provincia colpevole di una “tardiva deliberazione della valutazione di impatto ambientale” e di una “ lesione del principio del giusto procedimento, per essere stato il progetto (del Pai, il Polo ambientale integrato comprensivo di un inceneritore ndr) presentato (…) nella sua versione definitiva solo cinque giorni prima dell’approvazione da parte della Conferenza di servizi, così impedendo un’effettiva partecipazione ai vari soggetti interessati”.

La presa della rotonda – Sullo scoglio del Tar s’infrange l’onda lunga dell’entusiasmo, cavalcato nelle ultime settimane del popolo no-term. A gonfiare le vele dei contestatori prima le strizzatine d’occhio del sindaco Pietro Vignali (”Iren dicci quanto costa l’inceneritore” LEGGI), poi il ricorso in procura da parte di Gcr bandiera del popolo anti-inceneritore e “personaggio dell’anno” secondo molti lettori di Repubblica Parma (LEGGI). Infine la fiaccolata dell’11 dicembre, clamorosa e affollatissima (LEGGI), conclusasi con la richiesta di un consiglio comunale straordinario e di un referendum sull’inceneritore. Ma Gcr, di fatto estranea al passo falso del Tar, non demorde e rilancia: conferenza stampa, bombardamento di comunicati in stile guerrilla marketing, azioni simboliche. Tra queste anche la conquista di un lembo di terra a Ugozzolo, di fronte al cantiere dell’inceneritore (foto). Obiettivo “prendere” la rotonda d’accesso all’area, piantarci un ulivo e farne avamposto di lotta. Lo rivela Gcr proprio, che fa sapere d’essere in attesa di una risposta dal Comune. Passo falso o meno, l’onda lunga dei no-term conquista spazi. (marco severo)

Fonte: consumi-parma.blogautore.repubblica.it/

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